«WITH ANIMALS - Mark Lanegan & Duke Garwood» la recensione di Rockol

Il blues animale di Lanegan e Garwood

Blues, sabbia, dolore, crepuscolo: ingredienti difficili, per un disco che lascia il segno

Recensione del 30 ago 2018 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Lanegan e Garwood uniscono nuovamente le forze – o meglio, le rispettive ossessioni, demoni e paranoie. Il risultato è, manco a dirlo, un disco forse prevedibile nelle atmosfere malate, polverose, claustrofobiche e sospese… ma magistrale e capace di provocare danni importanti se ascoltato nel momento sbagliato. Quei danni che fanno bene, se capite ciò che intendo.

Per quanto scontato, viene subito alla mente un lamento tagliente alla Howlin’ Wolf, quando cantava “I asked for water (she gave me gasoline)”: insomma, questo è un album di blues terroso, caldo e gelido come le fiamme dell’inferno, fatto di respiri interrotti, di dolore fisico e anime in briciole. Amori perduti, amori mai avuti, lutti, perdite, isolamento – il brano iniziale parla di ritirarsi in eremitaggio, in compagnia solo degli animali, per leccarsi le ferite inferte dal mondo… capito il mood? Catarsi.

Il tappeto sonoro è minimale, spolpato all’osso, e rigorosamente registrato in analogico – per imperniare il tutto di quel tepore old school da blues infetto e alt country dall’anima intossicata dalla vita. Garwood ha spiegato: “Abbiamo usato un otto piste a bobina. Tutto quello che abbiamo inciso in studio è stato passato in questo macchinario per spianare gli elementi tipici del digitale… tutti gli effetti nel disco sono genuinamente analogici. Dentro c’è l’amore. E la polvere”.

Amore e polvere: già. E quell’istinto primordiale che crea connessioni immediate con la musica. Perché i pezzi di “With Animals” sono nati proprio dall’istinto. Si sente e lo ha chiaramente confermato sempre Garwood: “La nostra musica è istinto, non ne parliamo, la facciamo e basta. Penso che se tu sei in pace col tuo lavoro e lo senti, le cose funzionano, fluiscono, vengono da sé… comporre musica per un cantante affinché lui la renda viva con una canzone… è questo… è come essere giardinieri del sentire sonoro”.

Un disco di genere, con più ombre che colori. Ma un bel disco, che parla a chi, come Lanegan e Garwood, ancora fatica a vedere la luce alla fine del tunnel. Ammesso che ce ne sia davvero una…

TRACKLIST

01. Save Me (04:08)
02. Feast to Famine (03:30)
03. My Shadow Life (04:16)
04. Upon Doing Something Wrong (03:41)
05. L.A Blue (02:47)
06. Scarlett (03:00)
07. Lonesome Infidel (02:57)
08. With Animals (03:15)
09. Ghost Stories (02:46)
10. Spaceman (02:48)
11. One Way Glass (02:34)
12. Desert Song (02:19)
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