«HIVE MIND - Internet» la recensione di Rockol

Torna il soul sghembo e psichedelico dei The Internet

“Hive Mind” è di fatto l'ideale seguito del precedente “Ego Death” che mette in risalto la gran tecnica dei musicisti, il gusto degli arrangiamenti e dei loop nonché lo stile unico di Syd the Kyd.

Recensione del 01 ago 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

La band losangelina The Internet ha sempre avuto una certa difficoltà ad uscire fuori dal collettivo ODD Future di cui facevano parte, sovrastati dalla personalità straripante di Tyler, The Creator, dalla superstar Frank Ocean e dallo stile di Earl Sweatshirt. Pur avendo al suo interno personalità forti e tre dischi belli e rilevanti, The Internet sono sempre rimasti una sensazione di nicchia, con il loro nu soul – r&b moderno, sofisticato e sempre un po' storto.
Oggi che ODD Future (poi diventata OFWGKTA, ovvero Odd Future Wolf Gang Kill Them All) non esiste più e dopo lo scorso anno che ha visto alcuni membri della band impegnati in lavori solisti - “Steve Lacy's Demo” del chitarrista e “Fin” della cantante Syd – e mille partecipazioni e featuring, ecco che arriva il quarto album ufficiale della band. 
“Hive Mind” è di fatto l'ideale seguito del precedente “Ego Death” che mette in risalto la gran tecnica dei musicisti, il gusto degli arrangiamenti e dei loop nonché lo stile unico di Syd the Kyd, l'aka di Sydney Bennett, la cantante della band, nipote del produttore reggae Mikey Bennett, autore tra l'altro di “Mr Loverman” per Shabba Ranks. 
Il disco è decisamente più mainstream rispetto ai precedenti, la produzione è più solida e la scrittura dei pezzi è più pulita e precisa, anche se forse mancano quelle genialità compositive che ci avevano sorpreso in “Feel Good” e “Ego Death”. Tuttavia è sempre presente questa loro caratteristica, una sorta di capacità coscienziosa di non voler costruire una hit: prendete “Roll” e quel giro di basso killer e super groove contrastato però da tastiere sbilenche in primo piano e la voce con riverbero che allontana l'orecchio più distratto e non lo rende universalmente appetibile come invece potrebbe essere. “La di da” e “Next Time/ Humble Pie” suonano molto simile a una produzione dei Neptunes, ma senza avere quel tocco pop che riusciva a mettere Pharrell, anzi, quando lo trovano (specie nella seconda canzone citata) fanno di tutto per cambiare il mood. Per non parlare della spiazzante “Bravo” dove solo al secondo-terzo ascolto si riesce a trovare la giusta chiave d'ascolto. Per quanto riguarda i testi, molti sono focalizzati sulle problematiche sentimentali (omo)sessuali della cantante Syd (“It Gets Better”, “Mood”, “Wanna be”).

E' un disco strano questo “Hive Mind” che infatti sta ottenendo giudizi contrastanti: dopo alcuni ascolti la percezione che si ha è che loro inizialmente volessero fare un disco pop con mire da classifica, ma poi è come se, suonandolo e producendolo, avesse preso prepotentemente il sopravvento la loro vena psichedelica black un po' sorniona, come degli Isley Brothers un po' stonati, che evidentemente non riesce a soddisfare un pubblico ampio. Tuttavia la band di Los Angeles nel già ricco panorama soul–r&b continua oggi ad essere una delle più talentuose.

TRACKLIST

01. Come Together (03:40)
02. Roll (Burbank Funk) (03:11)
03. Come Over (05:21)
04. La Di Da (03:27)
05. Stay the Night (04:21)
06. Bravo (03:26)
07. Mood (03:18)
08. Next Time / Humble Pie (05:40)
09. It Gets Better (With Time) (05:26)
10. Look What U Started (04:30)
11. Wanna Be (04:27)
12. Beat Goes On (04:16)
13. Hold On (06:46)
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