«COSMIC - Bazzi» la recensione di Rockol

Bazzi - COSMIC - la recensione

La recensione di "Cosmic" di Bazzi

Recensione del 03 mag 2018 a cura di Redazione

La recensione

Una “stella”, uno “specchio”, dei “sogni”. Ma anche la “fantasia”, le domande sul “perché” e quelle su “me stesso”, forse “cambiato”, forse “andato”. I titoli dei brani di “Cosmic”, album di debutto del cantautore statunitense di origini libanesi Andrew Bazzi, sono parole, mai più di una, che insieme formano i punti fissi di una galassia di morbido R&B facile all’ascolto e tanto catchy da poter diventare un meme, come successo con il singolo “Mine” ancor prima dell’uscita del disco. 

Il cantautore del Michigan mette insieme una serie di canzoni delicate e ritmate, tagliate per l’estate ma capaci di spopolare in ogni stagione, che parlano della sua vita, delle sue donne e del suo crescente successo. Nulla di nuovo sotto il sole, da questo punto di vista, ma il genere sembra non stufare mai, come dimostrato dal seguito degli artisti che hanno deciso di tingere con il pop la race music. Agli ingredienti base, Bazzi aggiunge una velata apertura alla trap e un uso della voce che si inserisce tra i tanti segnati dall’astro del rosso cantautore Ed Sheeran. In linea con il titolo scelto per la sua prima fatica discografica, i suoni cosmici si fanno sentire, specie in tracce come l’apripista “Dreams” e “Fantasy”. L’emotività spinta di “Soarin”, triste e intensa, fa venir voglia di gridare alla luna “I apologize if I say/Anything I do mean/'Cause I've been drinking too much/Faded off the gasoline” e anche “Honest”, uno dei pochi brani con chitarra acustica, e “Mirror”, dominata dal pianoforte, non scherzano nel portare in altalena le emozioni. È poi in canzoni come “Myself”, ad esempio, che Bazzi meglio si racconta come artista, passando dal cantato al rap e al falsetto.

Nato su YouTube come dispensatore di cover e attualmente impegnato come supporter della branca nordamericana del “Never Be The Same” tour di Camila Cabello, il ricciuto musicista sembra già conoscere le leggi della viralità: non è detto, però, che conosca anche le logiche che trascendono i tormentoni, in grado di dimostrare, con costanza e duro lavoro, la validità di un prodotto al di là del momento e dell’hype. Sarà questa la prossima sfida del ventenne Bazzi, un passaggio chiave per poter diventare la “stella” di cui canta.

TRACKLIST

01. Dreams (02:27)
02. Soarin (02:57)
03. Myself (02:47)
04. Star (02:49)
05. Why (02:28)
06. 3:15 (02:47)
07. Honest (02:55)
08. Mirror (02:20)
09. Gone (02:12)
10. Fantasy (02:28)
11. BRB (02:40)
12. Cartier (02:52)
13. Beautiful (02:58)
14. Mine (02:11)
15. Changed (02:23)
16. Somebody (02:50)
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