«RELIGIO - Caron Dimonio» la recensione di Rockol

Caron Dimonio: leggi qui la recensione di "Religio"

“Religio” è il terzo lavoro in studio dei bolognesi Caron Dimonio, al secolo Giuseppe Lo Bue e Filippo Scalzo.Dieci pezzi a cavallo tra post punk, new wave ed elettronica, scritti per lo più di notte in una sorta di dimensione religiosa.

Recensione del 09 dic 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

I Caron Dimonio sono un duo di base a Bologna formato da Giuseppe Lo Bue (synth, drum machine, chitarra, piano e voce) e Filippo Scalzo (già bassista dei Black Veils band Post Punk/New Wave bolognese, qui al basso). “Religio” è il loro terzo lavoro in studio, dieci pezzi a cavallo tra post punk, new wave ed elettronica, scritti per lo più di notte in una sorta di dimensione  religiosa (da cui il titolo “Religio”). Prenderei dunque “Mezzanotte”, pezzo numero sette della scaletta, come esempio di quello che i Caron Dimonio hanno messo in questo nuovo disco. “Mezzanotte” è un pezzo di base sintetica in cui atmosfere dark, quasi gotiche, si fondono con una linea di basso più tipicamente post punk andando così a contaminarsi inevitabilmente di wave. Un pezzo cupo, manco a dirlo notturno, che presenta perfettamente l’ambiente in cui il disco si muove. Disco scritto guarda caso di notte…

Partendo dal presupposto che la religione è ciò che lega le persone al divino, i Caron Dimonio non credono nel divino ma credono che vi siano delle situazioni in cui l’essere umano e il pensiero vengono trasportati in una sorta di altrove, in cui il tempo è sospeso. Brutale e malinconico, il disco tratta  tematiche legate alla morte, alla memoria e alla perdita, alla percezione e alla consapevolezza della finitezza dell’esistenza e del nostro inconscio, i testi sono non narrativi e nascono da quello che esperiamo quotidianamente.

Insomma, buon Natale… fa piacere sapere che c’è qualcuno che saltuariamente ci ricorda che dobbiamo morire. Scherzi a parte, questo disco funziona bene. I Caron Dimonio hanno settato la loro marcia lungo le linee di un suono che con il tempo ha trovato il giusto equilibrio, non troppo sintetico (e questo un po’ lo vedo sempre come un rischio) e mai troppo derivativo dal punto di vista della scelta dei suoni. E se l’obiettivo del gruppo era mettere sul piatto un bella tonnellata di disillusione vecchia scuola prima delle feste, direi missione compiuta: “Hitler amava i cani”, il singolo del lotto, è un pezzo che in quanto a ironia la dice piuttosto lunga. Un pezzo addirittura quasi pop, con quegli arrangiamenti e riff alla Cure prima maniera… Ironia e disillusione che le tastierine di “Dio pesante sulla schiena” sublimano a livelli quasi grotteschi, prima delle mazzate sintetiche che aprono la bella “Le tue cavità”. E via così, fino a “Religio”, titletrack strumentale dai contorni post rock che chiude strategicamente il disco così come “Pietra”, altro pezzo strumentale, lo aveva aperto; quasi una luce in fondo al tunnel. Registrato, mixato e masterizzato da Gianluca Lo Presti al Lotostudio di Filetto (Ravenna), “Religio” è stato prodotto da Gianluca Lo Presti e dai Caron Dimonio.

TRACKLIST

01. Pietra (03:38)
02. Hitler amava i cani (03:20)
03. Tonalità (03:13)
04. Dio pesante sulla schiena (02:38)
05. Le tue cavità (02:57)
06. Satelliti (03:32)
07. Mezzanotte (03:16)
08. In un giorno qualunque (03:04)
09. L'inganno del mattino (03:26)
10. Religio (02:47)
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