«NOSTALGIE - Ta-Ma Trio» la recensione di Rockol

Ta-Ma Trio - NOSTALGIE - la recensione

Recensione del 14 feb 2000

La recensione

Il progetto Tama nasce dall’unione di musicisti molto diversi per estrazione e cultura: si tratta di Tom Diakite (Mali), Sam Mills (Inghilterra) e Djanuno Dabo (Guinea Bissau). Insieme si erano ritrovati per le registrazioni dell’album “Real sugar”, insieme al grande cantante bengalese Paban Das Baul. Durante quelle sessions il terzetto si era rinchiuso per qualche ora in uno studio, registrando alcune improvvisazioni su composizioni di Tom Diakite che avevano convinto gli executive della Real World a dare loro carta bianca per un intero album. “Nostalgie” vive proprio di questo entusiasmo per un’energia musicale appena trovata e per un’intesa già profonda, che poggia le sue basi sulla perfetta complementarità dei musicisti, dal canto di Tom Diakite (attivo anche alla kora e ad una varietà di altri strumenti tradizionali) alle percussioni di Djanuno Dabo e alla chitarra di Sam Mills (già componente dei 23 Skidoo, formazione pop inglese che nel corso degli anni ’80 si distinse per il ricorso e l’utilizzo di strumenti e suoni etnici). Tama, parola da cui prende nome il progetto, significa in lingua bambara “camminare”, e non è un caso che la direzione intrapresa musicalmente dal gruppo sia proprio quella di percorrere una via comune basandosi sulle proprie esperienze personali passate. E questo flusso di coscienza musicale che permette al trio di dare vita ad una musica che non sconvolge per originalità, ma appassiona per la propria purezza e intensità, acquistando spessore con lo svolgersi progressivo dei brani, quasi sempre costruiti su un unico giro o serie d’accordi, sui quali Diakite avvita le sue frasi vocali, di volta in volta sempre più virtuose e complesse, sorretto dalla presenza dinamica di un coro. Come lo stesso cantante ha avuto modo di dichiarare – e come è riportato nelle note interne al Cd – la musica con cui è cresciuto, e di conseguenza quella contenuta in questo Cd, non attinge in modo puro ed esclusivo dalla tradizione musicale del Mali, ma al contrario si è imbastardita di contenuti e modalità con l’utilizzo di scale pentatoniche, strutture blues e una strumentazione che prevede, oltre alla chitarra di Sam Mills, anche pianoforte, violoncello e oud. Il risultato è un album realmente brillante, che grazie alla presenza di un radio remix di uno dei suoi brani di punta, “Ta’aba”, potrebbe anche ottenere un discreto riscontro commerciale. In Gran Bretagna, naturalmente, visto che in Italia i fuochi della world music, dopo aver brillato per qualche stagione, sembrano essersi ridotti a delle innocue braci. Ma questo è un altro discorso.
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