«MAGIC PANDEMONIO - Meteor» la recensione di Rockol

Meteor: leggi qui la recensione di "Magic pandemonio"

Terzo album per i bresciani Meteor, duo metal/sperimentale formato da Beppe Mondini (batteria) e Andrea Cogno (chitarra).

Recensione del 17 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Dieci sono i luoghi in cui siamo arrivati cercando di razionalizzare l’umore e il rumore generato. Ambienti reali e surreali, nei quali ci siamo ritrovati o nei quali abbiamo immaginato di essere e che, in maniera polimorfa, hanno contribuito alla nascita di questo disco: le campagne, i boschi, le pianure afose, le osterie e lo spazio che li divide, ma contestualmente li tiene legati indissolubilmente l’uno all'altro.

I Meteor sono una delle band più schiette e veraci che io abbia mai avuto il piacere di ascoltare. Beppe Mondini (batteria) e Andrea Cogno (chitarra) si conoscono e suonano insieme ormai da parecchio; “Magic pandemonio” è il loro terzo album ufficiale, arriva a ben quattro anni di distanza da quel piccolo capolavoro grottesco noise-metal sperimentale che è “Co’, col e raspe”, che a sua volta arrivava a quattro anni dall’esordio “Anemici/Sangue dalle rape”. Di questi due primi album i Meteor hanno ripreso il mood, l’approccio: “Magic pandemonio” conta dieci pezzi (fondamentalmente strumentali per quanto farci di inserti campionati, telefonate, applausi, spezzoni radio e chi più ne ha…) introdotti tutti da una voce sintetica sempre diversa che ne declama roboticamente il titolo, e dura meno di venti minuti. Che per la band è quasi un record, a dirla tutta… Venti minuti in cui grind, math rock, metal, speedcore e progressive si mescolano senza apparente soluzione di continuità. Sottolineo apparente. Una sensazione che assale brutalmente chi si mette per la prima volta all’ascolto di questa band che nel suo piccolo si è ritagliata in poche mosse uno spazio sonoro ben definito, spazio che con il tempo è diventata vera e propria cifra stilistica. I Meteor inoltre sono degli ottimi musicisti (Mondini lo conosciamo per la sua militanza in tantissimi progetti tra i più vari, vedi i fortissimi Ottone Pesante  e l’ultima versione degli Scisma), che vivono il loro fare musica come puro sfogo creativo concentrando il tutto in piccole schegge che a dispetto della sensazione iniziale di cui sopra, hanno alle spalle ben più di un ragionamento. “Magic pandemonio” in effetti rappresenta un po’ tutto questo, la ricerca consapevole di un metodo per attraversare completamente liberi una serie di generi di base metal.

Le dieci tracce che compongono Magic Pandemonio sono il risultato di un percorso di incontro e scontro, le cui compagne di viaggio sono state sensazioni di caos, casualità e contemporaneamente magia.

I Meteor sono dunque una band sensibile. Sensibile nel senso che stimola frontalmente i sensi, sia su disco che dal vivo. “Magic pandemonio” da un lato conferma quanto fin qui fatto dal gruppo: i ragazzi non hanno perso un centimetro del loro smalto, per non parlare dell’entusiasmo e delle idee (folli). Dall’altro stanno diventano sempre più consapevoli del loro linguaggio e su quello hanno concentrato i loro sforzi principali per questo nuovo lavoro, andando paradossalmente a sintetizzare qualcosa di già estremamente conciso. Meno ricami, meno sovrastrutture: “Magic pandemonio” è un po’ l’essenza dei Meteor di oggi. Un (nuovo) disco borderline nato e cresciuto senza compromessi e con la sola missione di funzionare senza per forza voler piacere a tutti. Anzi.

Personalmente sono un grandissimo fan della band e li sostengo proprio per questo: perché questo per me significa fare musica oggi:

I ragazzi dei Meteor si frequentano da anni.

Il gruppo è sincero e genuino; tanto arrosto poco fumo.

Preferiscono di norma chiarire di persona.

Motto: chi viene gallo torna poi cappone.

TRACKLIST

01. Rojko (01:17)
02. Elonkorjaaja (01:39)
03. Páratartalom (01:15)
04. Pnèvma (01:03)
05. Pentatónico (00:54)
06. Compocombo (01:19)
07. Stereomix (01:36)
08. Astrowomen (01:38)
09. Glida (01:19)
10. Montserrat (01:56)
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