QUELL'ALTRA

MaMa 2.0 (Digital Media)

Voto Rockol: 3.0 / 5

di Redazione

di Erica Maniello

Che Alexia non si senta più la stessa lo si intuisce. E a chi non lo avesse capito, la cantante ligure dà un ulteriore indizio con il titolo del suo ultimo album, “Quell’altra”, prodotto da Mario Lavezzi e disponibile dal 29 settembre 2017. È il suo tredicesimo disco in studio, dopo tanti Festivalbar (nove), dopo tanti San Remo (quattro di cui uno vinto nel 2003), dopo tante canzoni. Dal suo esordio sono passati esattamente vent’anni, che Alexia sembra passare in rassegna in queste dieci tracce che sono insieme riflessione sul passato e sguardo sul presente, visto dagli occhi di chi – preparatevi a un’altra cifra tonda – adesso di anni ne ha cinquanta.

Resta classico lo stile della cantante, che mantiene intatte la leggerezza tra il pop e la dance radiofoniche e le incursioni in ambito soul/funk che la caratterizzano, questa volta con una forte presenza di basi elettroniche e pianoforte, i due elementi dominanti, a discapito delle chitarre del precedente “Tu puoi se vuoi” (2015).

Dal punto di vista musicale, dell’Alexia che conoscevamo forse si sono perse solo un po’ di allegria e di velocità, ma per il resto la ricetta si mantiene invariata e non mira a obiettivi più alti. Qualche novità risiede, invece, nei testi, che si fanno più introspettivi e nostalgici, seguendo la direzione già inaugurata nei suoi ultimi lavori. La “beata gioventù”, che dà il titolo anche al primo singolo dell’album, è vista con un velo di rimpianto ma anche con una rinnovata sicurezza, lontana dall’età in cui “tutto il mondo è tuo e niente ti appartiene”. Lo si sente soprattutto in “Quell’altra”, mentre “Occhi dentro gli occhi” si rivela invece il momento più vicino alle inclinazioni soul di Alexia. Ma per un’artista cresciuta nei dintorni del teatro Ariston non poteva mancare la tematica amorosa, incarnata da “Innamorati come mai”, scritto da Mogol e Lavezzi, forse il pezzo più allegro dell’album; ma anche in “E non mi lasciare più”, ballata romantica che lascia il tempo che trova. Dove invece si incontrano la dimensione del tempo che scorre inesorabile e il crollo delle illusioni è “Fragile Fermo Immagine”, l’altro singolo estratto.

La scelta di cantare in italiano si è consolidata solo dal 2002 in poi, quando l’artista inizia a registrare praticamente solo nella nostra lingua, abbandonando quasi del tutto l’inglese. Alexia, che per anni è stata una delle poche cantanti italiane a scrivere i propri testi in prevalenza in inglese, non rinuncia però a chiudere l’album con la versione anglosassone di uno dei brani, “La cura per me”, che diventa “The good in your bad”.

La voce di Alexia è sempre bella, ma se non guasterebbe sentirla esplorare anche tonalità più basse. Chissà che dopo il passaggio a testi più maturi Alexia non decida di osare di più anche negli arrangiamenti, così che persino i meno appassionati della pop-dance melodica possano incuriosirsi per le sue possibili evoluzioni.

TRACKLIST

01. Beata gioventu - (03:32)
02. Fragile fermo immagine - (03:38)
03. Tu salvami ancora - (03:10)
04. Quell'altra - (03:42)
05. Innamorati come mai - (03:28)
06. E non mi lasciare - (03:52)
07. La cura per me - (03:39)
08. Occhi dentro gli occhi - (02:56)
09. Diversa - (03:32)
10. The good in your bad - (03:36)