«SOMETHING TO TELL YOU - Haim» la recensione di Rockol

La caramella pop delle sorelle Haim

“Something to tell you” è così deliziosamente leggero e ben fatto che rende difficile ogni obiezione, se non da parte di chi alla musica chiede qualcosa di più rischioso e intenso.

Recensione del 11 lug 2017 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Che fanno le Haim, ora che sono entrate nel pop che conta? Il debutto del 2013 “Days are gone” ha fruttato alle sorelle Danielle, Este e Alana una nomination ai Grammy, a collaborazioni con Calvin Harris e Major Lazer, a un bel po’ di date in apertura di QUEL tour di Taylor Swift, oltre a una vacanza alle Hawaii con Sua Taylorità, comprese foto in bikini per deprezzare gli scatti dei paparazzi e pose con indosso felpe colorate con la scritta “Bill Murray” sul petto. E quindi, adesso che hanno tutti gli occhi puntati addosso che cosa fanno le sorelle Haim? Costruiscono un disco attorno a suoni di sintetizzatore e linee di basso morbide, leggero e frizzante, tutto carezze e voci dolci, con un’atmosfera sexy tipica dell’epoca in cui il funk diventava elemento imprescindibile del pop. Sono giovani, carine, scrivono le proprie canzoni, suonano, cantano bene, hanno talento: da odiare.

Prodotto da Ariel Rechtshaid (fidanzato di Danielle, informa Rolling Stone) con la partecipazione in quattro canzoni di Rostam Batmanglij dei Vampire Weekend, “Something to tell you” è un meccanismo perfettamente oliato e affidabile, una miscela di delicatezza adolescenziale e know-how da vecchio turnista, di songwriting vecchia scuola e produzione stilizzata contemporanea, di strutture soft rock e regole produttive R&B. Punta molto sul ritmo e suona più pulito, cristallino e definito di “Days are gone”. Per scriverlo e registrarlo, le Haim sono andate a far provviste nel grande supermercato del pop, saccheggiando gli scaffali di due, tre, quattro, cinque decenni, diciamo dagli anni ’50 ai giorni nostri, o quasi. Si sono fatte aiutare da gente come Greg Leisz e Lenny Castro, con in testa il santino di Stevie Nicks. Il risultato è un misto di melodie e armonie vocali accattivanti, efficienza tecnica, trucchetti da studio di registrazione. È artigianato pop per la Top 40 del 2017.

“Little of your love” è un omaggio ai pezzi anni ’50, quelli con note di pianoforte ribattute freneticamente – e non starebbe male in bocca a una come Sara Bareilles. Nata come una ballata alla chitarra e poi rifatta da capo con Rechtshaid e BloodPop, “Want you back” somiglia a un pezzo anni ’80, fra coretti alla Michael Jackson e linee di basso funkeggianti. “Something to tell you” ha basso slappato che fa molto anni ’70, la Linn Drum nella strofa di “Ready for you” rimanda agli ’80 e così pure i battiti di mano che fanno venire in mente “Faith” (il co-autore è George Lewis Jr). Scritta con Dev Haynes (Blood Orange, Lightspeed Champion), “You never knew” pare uscita dai ’70, però prodotta da Don Henley negli ’80. “Walking away” strizza l’occhio all’R&B anni ’90. “Nothing’s wrong” ha un retrogusto soft rock da vecchia radio AM. E sì, ci sono anche gli anni ’00: gli archi di “Found it in silence”, per concessione di Owen Pallett, Serena McKinney e Mike Olsen, ricordano quelli di “Viva la vida” dei Coldplay.

In un album pieno di canzoni d’amore tormentato, alcuni testi parlano della vita un po’ randagia delle ragazze: “Nothing’s wrong” ha a che fare con la sensazione di tornare da un lungo giro di concerti e vedere la propria esistenza sottosopra, “You never knew” con il fatto di lasciare relazioni e andare in tour, “Night so long” con la solitudine che si prova a vivere on the road. E alla fine gli unici pezzi con qualche pretesa artistica sono i due finali, i meno ritmati, i più atmosferici. In totale fanno undici canzoni, quarantadue minuti di durata, il giusto. È tutto così deliziosamente leggero e ben fatto che rende difficile ogni obiezione se non da parte di chi alla musica chiede qualcosa di più rischioso e intenso. È rétro pop che suona contemporaneo e si ferma un attimo prima di diventare kitsch. Sofisticate senza darlo a vedere, le Haim hanno confezionato una caramella colorata e invitante. Ha un buon sapore. È da vedere quanto durerà.

TRACKLIST

01. Want You Back (03:52)
02. Nothing's Wrong (03:09)
04. Ready For You (03:45)
06. You Never Knew (04:29)
07. Kept Me Crying (03:55)
09. Walking Away (03:56)
10. Right Now (04:15)
11. Night So Long (03:04)
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