«DOUBLE ROSES - Karen Elson» la recensione di Rockol

Le "Double roses" di Karen Elson arrivano dal Laurel Canyon

La modella prestata alla musica? L'ex moglie di Jack White? No, semplicemente una bravissima cantautrice fuori dal tempo

Recensione del 06 apr 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono tre modi di presentare Karen Elson ad un ascoltatore. Il primo, "L'ex moglie di Jack White" è probabilmente un po' sessista. Lei racconta di avere tenuta nascosta a lungo, per pudore, la sua musica a  White, ma è vero che l'ex White Stripe ha dato una bella spinta alla sua carriera musicale producendo il suo disco precedente, "The Ghost Who Walk". La seconda è "La modella prestata alla musica": uno stereotipo che ha brutti e noiosi precedenti (dalle nenie di Carla Bruni all'idea che chi frequenta il glamour delle passerelle debba poi fare la diva pop - la Elson racconta che ci hanno provato anche con lei, a farle intraprendere questa strada).

E poi c'è il terzo modo, il più semplice: una bravissima cantautrice, fuori dal tempo e dalle mode. "Double roses" sembra un disco prodotto nel Laurel Canyon, negli anni '70, da un'amica di Joni Mitchell e  Linda Ronstadt.  E non solo perché c'è la mano di Jonathan Wilson, che da musicista e produttore negli ultimi anni ha rivitalizzato quel suono. 

Sentite l'assolo di "Hell or higwater", o la semplice melodia della chiusura con "Distant shore", che la Elson ha suonato anche per noi in questa bella e minimale versione #NoFilter.

Poi poco importa che la Elson sia inglese, come inglese è la sua amica Laura Marling (presente nella versione originale di questa canzone), un'altra che sembra uscita direttamente dalla macchina del tempo, e che per intensità e coraggio è la più credibile erede odierna di Joni Mitchell. 

Karen Elson è più delicata, più introspettiva: dice di avere voluto aspettare 7 anni per non produrre l'ennesimo "break-up album" (lei e White hanno divorziato nel 2013), anche se quel "I am alone, I am free" cantato proprio in "Distant shore" echeggia in tutto il disco, così come le "Dark waters" in cui nuota in copertina, e che canta in "Wolf".

Insomma: probabilmente arriverete ad ascoltare questo disco per i primi due motivi, e vi innamorerete di lei per il terzo: uno dei migliori album di cantautorato femminile usciti quest'anno, assieme a quello di Laura Marling.

 

TRACKLIST

01. Wonder Blind (03:52)
02. Double Roses (06:08)
03. Call Your Name (04:35)
04. Hell and Highwater (04:14)
05. The End (03:59)
06. Raven (03:23)
07. Why Am I Waiting? (04:48)
08. Million Stars (04:52)
09. Wolf (06:26)
10. Distant Shore (04:15)
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