«RRR - Daam» la recensione di Rockol

DAAM: leggi qui la recensione del nuovo Ep "RRR"

Secondo Ep in casa DAAM, quattro pezzi a cavallo tra gli Underworld e la techno dei rave. La band bresciana si conferma una realtà sperimentale piuttosto interessante...

Recensione del 07 feb 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Saturn fever” è una contaminazione, virale, caustica. E’ una caduta dal cielo, un trip Sci-fi.

“Free rider” è il proverbiale sasso nella scarpa. Un canto corale fuori dal coro. Un inno al Free Riding.

“Citizens burn” è l’incubo notturno, l’allucinazione febbrile, è il temporale d'Estate, le pupille dilatate, le vene sul collo, è il sublime nello spaventarsi, è la gioia nel perdersi.

“K.K.O.S.” è un ironico commiato, una conclusione tanto beffarda da essere seria, un malinconico pagliaccio con un sorriso dipinto sul volto.

Tra la techno da rave e gli Underworld: questi sono i confini sonori dei DAAM di “RRR”, anche detto “Riot Rome Riot”. E non c’è altro modo se non affidarsi alle parole dei DAAM stessi per entrare in un’opera di questo tipo; perché di opera si tratta… un lavoro che trova completezza nella messa in scena (live) di uno spettacolo che vede nel frontman, uno di quelli veri, Bruno Vandyke, il fulcro di un discorso che rispetto agli esordi, il primo EP “Technicolor Kabuki”, qui fa un ulteriore passo verso la ricerca di un linguaggio sia musicale che estetico ancora più straniante. Scritto e prodotto dai DAAM, mixato da Stefano Moretti aka Sender/Pink Holy Days in quel di Berlino e masterizzato da Jo Ferliga degli Aucan, “RRR” non è un disco semplice né tantomeno chiede di essere considerato tale. Il trio (a Vandyke si affiancano Davide Serpico alla composizione elettronica, produzione e chitarra, e Matteo Gualeni sempre alla composizione elettronica, produzione e batteria) vive di una sua tensione dinamica molto precisa, che si traduce nella generazione di un immaginario kitsch, digitale, grottesco e sopra le righe. Da qui l’idea di uscire oggi con un lavoro così caratterizzato, totalmente votato alla techno: una scelta di concetto, coraggiosa ma soprattutto interessante.

I DAAM sono una band che ha carattere, i ragazzi hanno idee e per quanto eccessive queste possano sembrare, rientrano in un progetto (artistico) che è tutto fuorché campato per aria. Mi piace sempre sottolineare quanto a mio parere conti, soprattutto in campo sperimentale, raggiungere il confine estremo di un’idea una volta che essa nasce. Restare a metà, in questi casi non serve a nulla: quello che va fatto invece è annullarsi e lasciarsi prendere. Quindi andate a vedere i DAAM dal vivo, perché è l’unico modo per mettere tutto in fila. Tra l’altro sono degli ottimi musicisti. Ovviamente, mi vien da dire.

TRACKLIST

01. Saturn fever
02. Free rider
03. Citizens burn
04. K.K.O.S.
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