«OMOSUMO - Omosumo» la recensione di Rockol

Omosumo: leggi qui la recensione del nuovo album

A due anni dal brillante esordio “Surfin’Gaza”, gli Omosumo tornano con il secondo full lenght album, dal titolo omonimo.

Recensione del 30 nov 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Secondo album in casa Omosumo, e secondo lavoro ben fatto. Senza girarci troppo intorno: nove pezzi in scaletta impostati su un impianto elettronico piuttosto pulito, per non dire minimale. La voce e i synth di Angelo Sicurella impostano con sicurezza la via per la sezione ritmica guidata da Antonio Di Martino (esatto, quel Dimartino… qui in veste di bassista) che va a fare da pura integrazione alla melodia, fulcro primario dei pezzi. Il resto lo mette Roberto Cammarata (chitarra e synth), calando l’asso a sei corde per dare profondità al tutto. Il risultato è un mix sonoro ottimamente calibrato in fase di produzione e missaggio, quest’ultimo ad opera del produttore canadese Colin Stewart, già a fianco di Black Mountain e Sleepy Sun: due band che non cadono proprio a caso. C’è infatti un qualcosa di più esplicitamente psichedelico del solito nell’approccio - quasi sospeso - in termini di suono e songwriting che gli Omosumo hanno tenuto scrivendo  e interpretando questo disco. Partendo da questi presupposti, la band ha quindi curato con perizia la scelta dei suoni, decidendo di mettere in risalto i pezzi nella loro omogeneità piuttosto che prediligerne un aspetto particolare.

Questa omogeneità si riflette nella scelta di titolare il disco con il proprio nome, scelta sempre interessante per quanto rischiosa: si fa un passo indietro rispetto al particolare, rivendicando l’identità di un suono che va a coincidere con l’essenza della band. Questo disco siamo noi, qui e ora. Gli Omosumo del 2016 sono una band che non ha paura di sperimentare, mettendosi in discussione sia con pezzi immediatamente recettibili (“In cielo come gli angeli”/ “Un po’ di te”, entrambe un po’ Thom Yorke, un po’ Subsonica) che con altri più complicati da assimilare (“Sui tramonti di Seth”). Il consiglio è di affrontare “Omosumo” ascoltandolo da cima a fondo senza interruzioni, giusto per non perdere il filo del suono di un album che tiene le sorprese migliori nascoste tra le righe. Lavoro molto interessante.

TRACKLIST

01. Madre blu (01:15)
02. In cielo come gli angeli (03:27)
03. Un po' di te (04:34)
06. Tornerà la polvere (03:41)
07. Forse no (03:58)
08. Sui tramonti di Seth (03:54)
09. Sulle rive dell'est (05:03)
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