VASCONONSTOP

Universal Music Italia Srl (4 x CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Mattia Marzi

L'idea alla base di "Vasco non stop" era di raccontare quella che è stata la carriera del rocker di Zocca, un arco di tempo lungo 40 anni: dal 1977 (anno in cui uscì il suo primo 45 giri, "Jenny/Silvia") fino ad oggi. Un'impresa piuttosto ardua, verrebbe da dire, perché quella di Vasco non è stata una carriera qualunque ed individuarne i suoi momenti clou non è semplicissimo. È una carriera che va di pari passo con quella che è stata la vita del cantautore, assai movimentata: dalle prime canzoni scritte per la necessità di sfogarsi e di raccontare quello che non avrebbe raccontato mai a nessuno fino alle tournée negli stadi italiani, passando per i primi album pubblicati nell'indifferenza generale e le prime avvisaglie del successo popolare, il boom di "Bollicine", i palasport stracolmi di gente e l'affermazione definitiva.



Quella di Vasco è una storia fatta di ascese, successi, cadute, colpi di scena, momenti bui e drammi personali. Una vera "vita spericolata", "un gran bel film". È una storia che attraversa e conquista tre generazioni, che parte dalle radio libere dell'Italia della fine degli anni '70 e che arriva fino all'epoca dei "klippini" su Facebook ("Basta rockstar, sono un social rocker", ha detto lui in tempi non sospetti). A partire dal 1977 Vasco Rossi ha cominciato a intrattenere con il pubblico un discorso: all'inizio questo pubblico era piuttosto ristretto ("Eravamo più gente sul palco che tra il pubblico", raccontò), uno zoccolo duro di fedelissimi. Nel giro di pochi anni la cerchia si è pian piano allargata: dai club alle discoteche, dalle discoteche ai palasport, dai palasport agli stadi. Vasco ha sfidato i pregiudizi ("Quel tale che scrive sul giornale" definì il cantautore "un ebete piuttosto bruttino, malfermo sulle gambe, con gli occhiali fumé dello zombie, dell'alcolizzato, del drogato 'fatto'") e l'ipocrisia: lo ha fatto utilizzando il rock come linguaggio per traghettare il pubblico dall'impegno degli anni '70 alla devastazione degli anni '80. Vasco è stato un cantautore "diverso", difforme rispetto all'immagine del cantautore dominante fino ad allora in Italia: con le sue canzoni ha contribuito a rivoluzionare il linguaggio e i suoni delle canzoni italiane, secondo solamente a Modugno a Battisti, importando dagli States e dal Regno Unito il rock e facendo diventare quest'ultimo "pop", popolare, nel nostro Paese. Senza precedenti e senza successori, verrebbe da dire: "È musica per delinquenti, ma va bene. Un italiota in cerca di cattiveria al Festivalbar", dice di lui un giornalista in una scena di "Ciao ma'...", film con regia di Giandomenico Curi che, nel 1988, prova a raccontare l'impatto di Vasco sui ragazzi italiani. Potremmo descrivere "Vasco non stop" come il riassunto di questo lungo discorso, la lista delle parole chiave e delle password per accedere al mondo del rocker di Zocca.

Bisogna distinguere tra Vasco Rossi e Vasco. Vasco Rossi è lui, il cantautore sfrontato, ribelle e beffardo, quello che abbandona il palco del Festival di Sanremo con il microfono in tasca (lasciandolo cadere anche a terra), quello che che si fa 22 giorni di carcere, che viene etichettato come "sballato" e che viene spesso censurato. Vasco è lui e tutto il resto: è la sua filosofia di vita, la sua attitudine, il suo mondo. E, soprattutto, le sue canzoni. Sì, perché ci sono cantanti, anche importanti, che finiscono per essere divorati dalle loro stesse canzoni, dai loro successi. Vasco, invece, alle sue canzoni è sopravvissuto. Non era facile: "Vita spericolata", "Albachiara", "Ogni volta", "Una canzone per te" sono titoli che pesano come macigni. Ma Vasco è tutto, che - come diceva qualcuno - "è più della somma delle singole parti". Tradotto: "Vita spericolata", "Albachiara" e le altre non esisterebbero senza Vasco Rossi e senza le altre canzoni. Esistono solo in funzione di Vasco e di tutto ciò che ruota attorno al mondo del cantautore. "Vasco non stop", allora, è Vasco: non solo Vasco Rossi, ma Vasco a 360 gradi.

La struttura della raccolta non è originalissima: si tratta di un cofanetto che raggiunge il mercato in vari formati (vedi i cofanetti dedicati a Battiato, Pino Daniele, Fabrizio De André, Tiziano Ferro, Francesco Guccini e Gianna Nannini). C'è l'edizione da 4 cd con 69 canzoni e un booklet da 50 pagine, l'edizione limitata box fan da 9 cd con 133 canzoni, 2 dvd (con i videoclip dei singoli) e un libro fotografico da 200 pagine e l'edizione vinile deluxe da 7 lp 180 grammi con 69 canzoni (le stesse della versione da 4 cd). La tracklist dell'edizione da 4 cd, che è quella che abbiamo tenuto in considerazione per questa recensione, è ordinata in senso anticronologico: parte dai quattro "inediti" (a breve spiegheremo il perché di queste virgolette) e, procedendo a ritroso, arriva fino a "Jenny è pazza". Copre, insomma, tutte le diverse fasi di questi quarant'anni di carriera del rocker di Zocca, individuandone i momenti più significativi, le canzoni fondamentali (tutte presenti in versione originale, cioè quella del disco da cui sono tratte). Qualche titolo: "La nostra relazione", "Albachiara", "Non l'hai mica capito", "Siamo solo noi", "Vado al massimo", "La noia", "Vita spericolata", "Bollicine", "Cosa succede in città", "C'è chi dice no", "Domenica lunatica", "Gli spari sopra", "Vivere", "Sally", "Rewind", "Siamo soli", "Buoni o cattivi", "Un senso", "Eh.. Già", "Sono innocente ma...".

Aprono i quattro "inediti", che del tutto inediti non sono: "Un mondo migliore" era finita in rete nel 2014 a causa di un leak (pochi giorni prima dell'uscita dell'album "Sono innocente") e così anche "Come nelle favole" (il cui titolo originale era "Quello che potremmo fare io e te"); "Più in alto che c'è" è la versione di Vasco della canzone scritta per Dodi Battaglia (autore della musica), che la incise nel 1985 per il disco omonimo - sapevate che Battaglia suonò la chitarra in tre canzoni di Vasco, tra cui "Una canzone per te"?; "L'amore ai tempi del cellulare" è l'unico vero brano inedito del disco, nel senso che non era mai stato pubblicato prima. "Sì, vabbé, ma come sono queste canzoni?", starete pensando voi. "Un mondo migliore" è una classica ballad alla Vasco, una canzone di speranza che - al tempo stesso - ha dentro di sé quella malinconia vaschiana tipica di gran parte del repertorio del cantautore (la produzione e l'arrangiamento di Celso Valli, con quegli archi imponenti sullo sfondo, è magnifica): "Non è facile trovarsi sulla strada quando passa la necessità di andare/Quando è ora è ora di partire e non puoi più rimandare il mondo migliore", canta lui. "Come nelle favole" è un'altra ballad le cui atmosfere acustiche sembrano riportare Vasco nei territori del cantautorato classico del primo album "...Ma cosa vuoi che sia una canzone...", un quadretto di una coppia che sogna di vivere insieme per tutta la vita. "L'amore ai tempi del cellulare", musicalmente parlando, è l'inedito più rock'n'roll, con chitarre elettriche graffianti e programmazioni che sembrano richiamare le sonorità di "Stupido hotel": è una canzone che parla di come i cellulari abbiano cambiato il mondo, anche se - a essere onesti - il testo non presenta delle intuizioni felicissime ("Non sopporto questo maledetto aggeggio che mi trova sempre ovunque sono"). La versione di Vasco di "Più in alto che c'è", infine, non presenta grosse novità rispetto all'originale di Dodi Battaglia: diversa è giusto l'interpretazione del cantautore, più tagliente e marcata rispetto a quella del chitarrista dei Pooh.

Per ascoltare tutte le 69 canzoni dell'edizione da 4 cd di "Vasco non stop" occorrono 290 minuti, vale a dire circa 5 ore. Per ascoltare le 133 canzoni dell'edizione da 9 cd di minuti ne occorrono più o meno 480, dunque 8 ore. Una riflessione post scriptum che sorge spontanea di fronte a questi numeri è: ma che senso ha mettere insieme così tante canzoni? Qualcuno di noi, sia chi scrive di musica che chi è un semplice consumatore di musica, oggi come oggi ha a disposizione tra le 5 e le 8 ore per ascoltare tutti questi brani? Difficile pensare ad una risposta affermativa. E allora: non sarebbe stato più originale pubblicare - la buttiamo lì - un doppio disco con da un lato i brani più significativi di Vasco (magari seguendo l'esempio di Bruce Springsteen con "Chapter and verse") e dall'altro rarità e inediti? D'altronde, di materiale raro e inedito ce n'era abbastanza: da "Come nelle fiabe" (la sua prima canzone, quella che - quando aveva appena 13 anni - gli valse il primo posto all'Usignolo d'oro, una manifestazione canora modenese) alla demo di "E dimmi che non vuoi morire" (la canzone scritta insieme a Gaetano Curreri degli Stadio per Patty Pravo), passando per le sue versioni dei brani scritti per - tra gli altri - Laura Pausini ("Benedetta passione"), Irene Grandi ("La tua ragazza sempre", "Per fare l'amore", "Prima di partire per un lungo viaggio"), Noemi ("Vuoto a perdere"), gli stessi Stadio di Gaetano Curreri ("Acqua e sapone", "Diluvio universale", "Il temporale"). E ancora: la versione originale di "Se è vero o no" contenuta nel cd singolo di "Gli spari sopra" del 1992 (la canzone venne nuovamente ripubblicata nel 2002 nella raccolta "Tracks", ma in una versione tagliata); "Ci sei tu", la canzone che Vasco aveva scritto per il suo amico e chitarrista Massimo Riva, che la registrò nel 1991; i pezzi scritti per Valentino, "Dimmi cioè" e "Domani è domenica" (firmata con Curreri e Dalla). Anche di materiale video ce n'era in abbondanza: i filmati del concerto nella chiesetta di Zocca del 1980, ad esempio, dove Vasco cantò - è incredibile, ma è successo veramente - pezzi come "Gloria", "Alleluia", "O figlio del cielo" e "Cantico delle creature", accompagnandosi alla chitarra; oppure il video della sua partecipazione al programma televisivo 10 Hertz del 1979, condotto da Gianni Morandi, in cui si esibì con "La strega" (dall'album "Non siamo mica gli americani"); il video della sua partecipazione a "L'altra domenica", programma condotto da Renzo Arbore sempre nel 1979, in cui venne mostrato un filmato pre-registrato di Vasco che suonava "(Per quello che ho da fare) faccio il militare", sempre da "Non siamo mica gli americani". Senza dimenticare le interviste storiche, come quella concessa al programma televisivo "Linea diretta" di Enzo Biagi nel 1985, dopo essere uscito dal carcere.

 

TRACKLIST

#1
01. Un Mondo Migliore - (04:11)
02. Come Nelle Favole - (04:13)
03. L'Amore Ai Tempi Del Cellulare - (03:04)
04. Più In Alto Che C’è - (04:06)
05. Sono Innocente Ma... - (03:42)
06. Come Vorrei - (04:15)
07. Cambia-Menti - (03:45)
08. L'Uomo Più Semplice - Reloaded - (04:11)
09. I Soliti - (03:40)
10. Manifesto Futurista Della Nuova Umanità - (03:53)
11. Eh...Già - (03:44)
12. Ad Ogni Costo - (03:45)
13. E Adesso Che Tocca A Me - (03:57)
14. Gioca Con Me - (03:46)
15. Il Mondo Che Vorrei - (06:00)
16. Basta Poco - (04:34)
17. E... - (03:29)
18. Un Senso - (04:07)

#2
01. Buoni O Cattivi - (03:30)
02. Stupido Hotel - (04:21)
03. Ti Prendo E Ti Porto Via - (04:10)
04. Siamo Soli - (04:00)
05. La Fine Del Millennio - (04:35)
06. Rewind - (03:58)
07. Quanti Anni Hai - (04:44)
08. L' Una Per Te - (04:31)
09. Io No - (05:21)
10. Gli Angeli - (06:20)
11. Sally - (04:45)
12. Mi Si Escludeva - (04:50)
13. Senza Parole - (04:42)
14. ......Stupendo - (06:33)
15. Delusa - (04:37)
16. Vivere - (05:31)

#3
01. Gli Spari Sopra (Celebrate) - (03:30)
02. Guarda Dove Vai - (05:37)
03. Ormai È Tardi - (03:24)
04. Domenica Lunatica - (03:52)
05. Liberi...Liberi - (06:13)
06. Non Mi Va - (04:32)
07. Ciao - (05:18)
08. Brava Giulia - (05:01)
09. C'è Chi Dice No - (04:32)
10. T'immagini - (03:55)
11. Toffee - (05:11)
12. Cosa Succede In Città - (04:00)
13. Va Bene, Va Bene Così - (04:59)
14. Portatemi Dio - (03:17)
15. Una Canzone Per Te - (03:12)
16. Bollicine - (05:36)