«FRIENDS - White Lies» la recensione di Rockol

White Lies - FRIENDS - la recensione

Recensione del 24 ott 2016

La recensione

di Valeria Mazzucca

Vi chiediamo: si può raccontare una bugia bianca ad un amico?  O, al contrario, si può accettare dagli amici una menzogna a fin di bene?
Mentre meditate sulla risposta, pensate che i White Lies sono usciti con il loro quarto disco e che questo quarto disco si chiama “Friends”. 
I tre londinesi di Ealing hanno lasciato esaurire il successo del discreto “Big TV” e si sono rimessi al lavoro, chiudendo le porte degli studi di registrazione e lasciando fuori gli anni ’10 e il loro bagaglio musicale (qualunque esso sia): il risultato è un bagno di anni ’80 in piena regola, con tutti i sacri synth e quel sapore ben noto, accumulato in ormai tre decadi.

Della band inglese post punk che conoscevamo è rimasto poco. A dire il vero, dopo i fragorosi esordi di “To lose my life”, lo sprint del gruppo ha preso una velocità diversa. Ma è anche vero che non glielo si può rinfacciare ad ogni occasione che si presenti e dunque è giusto che i White Lies abbiamo il loro spazio di replica, con le sonorità che preferiscono.

 La tracklist proposta dagli artisti ha comunque dei suoi punti di sfogo rimandabili come l’apripista “Take it out on me”, “Summer didn’t change a thing” e “Come on”, forse i pezzi in cui maggiormente i WL sono riusciti a mantenersi coerenti con il passato, senza calcare la mano sulll’elettronica di uno stile cosi sintetico dietro cui in fondo è facile nascondersi e perdersi.  

Molti brani di “Friends” (“Morning in LA”, “Right place” come esempio) sono orecchiabili, ma con un misto di freschezza assieme ad un retrogusto di familiarità che porta a chiederci “dove l’ho gia sentita questa?”. Ovunque o da nessuna parte, è la risposta. Purtroppo,  “Don’t want to feel it all” in qualche modo vuole aspirare all’epico di una storia infinita, ma il ritornello lo insegue, gli salta addosso, lo placca a terra e gli toglie il respiro.  “Is my love enough”  si apre con due frasi che, evidentemente estrapolate dal contesto originale, rendono comunque un sunto efficace del lavoro intero: “I overthink all my thinking” e “I overdream every dream”. E’ un ribadire il ribadito, una postilla nella nota a piè pagina. Sovraccaricare un motore già un po’ ingolfato. Ma tutti hanno il diritto di cimentarsi e di provare in prima linea. 

 “Friends” è un disco volutamente e fortemente eighties. Nè un male, né un bene, semplicemente una scelta consapevole.  Come tutte le scelte può piacere o meno. Forse è una questione di ispirazione, o di voglia di cambiare.I White Lies si sono semplicemente rivolti altrove, cercando in un altro spazio-tempo.  Nulla di male, buona l’idea. Non c’è bisogno di mentire a un amico.

 

TRACKLIST

01. Take It Out On Me (03:50)
02. Morning in LA (03:19)
05. Is My Love Enough (05:54)
07. Swing (05:31)
08. Come On (04:07)
09. Right Place (04:18)
10. Don't Fall (03:42)
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