Recensioni / 03 dic 1999

Metallica - S&M - la recensione

S&M
Universal (CD)
Registrato con la "San Francisco Symphony", orchestra statunitense attiva dal 1911, al Berkeley Community Centre di "Frisco" nei giorni 21 e 22 aprile 1999, il doppio dei 'Tallica è, come diligentemente annota la press release, "il primo best dal vivo della band californiana". Best lo è certamente perché i pezzi ultraclassici ci sono più o meno tutti, da "Master of puppets" a "The memory remains", da "Nothing else matters" ad "Enter sandman", ma ovviamente l'angosciosa domanda è ben altra: i Metallica si sono rammolliti? E, in seconda battuta: che bisogno c'era di un greatest hits con i fottuti violini sotto? Le risposte non possono che essere: no (alla prima domanda), nessuno (alla seconda). No, Kirk e l'allegra rifferia non si sono rammolliti. I pezzi suonano tosti, tesi, potenti, quindi nessun asservimento ai canoni orchestrali. Nessuno, di un greatest non c'era bisogno, tranne i due inediti è tutta roba già stranota. Ma allora…perché? Francamente non pensiamo che l'abbiano fatto per i soldi. Con 60 milioni di copie vendute, pacchi di soldi in banca, i Metallica non hanno certo bisogno d'un altro paio di miliardi in tasca. Propendiamo più per la tesi che Jason Newsted ha raccontato, ci pare con sincerità, a Rockol, e cioè che è stato poco più d'uno sfizio, un episodio destinato a rimanere isolato, una sfida a loro stessi. Nessuno è obbligato a comprare questo doppio, non c'è una pistola alla tempia, neppure a quella dei completisti. E' una sorta di greatest hits con sotto i fottuti violini, tutto qui. I quali, detto per inciso, non stanno poi neanche tanto male. L'orchestra insomma non copre la band, non le toglie respiro, non la mette in affanno, non assume mai un ruolo preponderante. Anzi, duttile si piega ad un James che marlonbrandeggia. Anzi, colma in modo sottile il pentagramma. Anzi, sottolinea aggraziata le tonanti linee di basso di Jason. Le novanta persone sul palco non fanno precipitare il disco in un delirio d'onnipotenza wakemaniano. Poi è chiaro che dal punto di vista "pratico" si tratta di un album fondamentalmente inutile, ma brutto certamente non è. Una curiosità, un documento, un flash sulle mosse attuali della band. Non un'indicazione sul futuro, se non in modo obliquo. Da comprare? Scaricatevi un paio di pezzi dai vari websites USA sui quali sono stati postati, poi decidete.