«THESE SYSTEMS ARE FAILING - Moby» la recensione di Rockol

Moby - THESE SYSTEMS ARE FAILING - la recensione

Recensione del 20 ott 2016

La recensione


di Paolo Panzeri

“These systems are failing” è un bel calcio nel culo. Un calcio in culo sferrato con forza. Un calcio in culo sferrato con rabbia. E’ un album da ascoltarsi preferibilmente ad alto volume, senza tregua. Moby & the Void Pacific Choir hanno espresso in questo disco il loro punto di vista che è uno e uno solo, il nostro sistema ha fallito. E guardarlo per bene forse il nostro non è neppure il meno peggio dei mondi possibili. Nel suo tredicesimo album il 51enne Moby oltre a suonare tutto quel che ascoltate ci ha riversato molta rabbia ma anche e soprattutto tanto tanto entusiasmo. Lo ha detto senza giri di parole nel presentare il disco: "Ho iniziato a lavorare a questo disco come un bambino di quattro anni che fa colazione con tutto quello che gli piace: il gelato, il toast, le macchinette per giocare, il suo cane. Io ci ho messo tutto quello che mi piace: il punk e il post-punk, la new wave, le urla e la rave euforica. Ho fatto sentire questo album ad alcuni amici nel mondo della musica e hanno detto 'ok, suona piuttosto arrabbiato'. Così l’ho fatto diventare ancora più arrabbiato”.

”These systems are failing” è una entusiasmante cavalcata lunga quarantanove minuti che lascia veramente senza fiato. Una cavalcata che parte da lontano, da quando Moby ha iniziato ad assorbire musica. Una cavalcata che non si perde neppure per un attimo a contemplare il paesaggio tutt’attorno ma che taglia dritta per la via più breve con l’urgenza di giungere all’attenzione generale. Una cavalcata che contiene le sonorità con le quali si è formato ed è cresciuto il musicista statunitense unite ai suoni che ha interiorizzato in tutto questo tempo. Per certi versi è un disco che si è voluto regalare, un omaggio al rispetto che ha per se stesso. Un lavoro che proprio per questo motivo non può scendere a compromessi. Un lavoro che proprio per questo non può essere meno che onesto. E che anche e almeno per questo motivo deve essere ammirato.

”These systems are failing” ha come riferimenti musicali i bei nomi della stagione britannica a cavallo tra gli anni settanta e ottanta che Moby tanto ha amato. “And it hurts” aggiunge tecnologia ai Clash, l’immediatezza del punk applicata agli anni dieci. “Almost loved”, stringe la mano agli Ultravox qualche decennio più tardi. Il manifesto dell’album però è “Are you lost in the world like me?”: l’alienazione della tecnologia che al medesimo tempo ci mette in connessione ma ci rende sempre più distanti. “Hey! Hey!”, “I wait for you”, “Don’t leave me”, “A simple love” hanno titoli che esemplificano ulteriormente il concetto sopra espresso. Forse, qualcuno dirà, a Moby le cose non girano proprio come vorrebbe e in fondo il ‘si stava meglio quando si stava peggio’ è un tema buono per ogni generazione. Forse superato il mezzo secolo, a seconda delle inclinazioni personali, può subentrare cinismo e misoginia. Forse. Ma finchè c’è rabbia, c’è speranza. In fondo è solo il suo punto di vista.

Quindi, ascoltate “These systems are failing”. Fatelo ascoltare a chi conoscete e fatelo ascoltare anche a chi non conoscete. E’ un gran disco, non c’è trucco e non c’è inganno. Dal suo interno erompe una grande energia. L’energia che ci vuole per cercare di immaginare qualcosa di diverso quando tutto attorno perde di significato. “These systems are failing” è un gran bel calcio in culo.

TRACKLIST
1. "Hey! Hey!"
2. "Break.Doubt"
3. "I Wait for You"
4. "Don't Leave Me"
5. "Erupt and Matter"
6. "Are You Lost in the World Like Me?"
7. "A Simple Love"
8. "The Light Is Clear in My Eyes"
9. "And It Hurts"
10. "Almost Loved"
11. "The Nighttime"
12. "Dark Star"

TRACKLIST

01. Hey! Hey! (04:23)
02. Break.Doubt (04:12)
03. I Wait for You (03:59)
04. Don't Leave Me (04:38)
05. Erupt & Matter (04:09)
06. Are You Lost in the World Like Me? (04:26)
07. A Simple Love (04:39)
08. The Light Is Clear in My Eyes (03:27)
09. And It Hurts (01:53)
10. Almost Loved (05:05)
11. The Nighttime (04:10)
12. Dark Star (03:47)
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