«GREATEST HITS III - Queen» la recensione di Rockol

Queen - GREATEST HITS III - la recensione

Recensione del 24 nov 1999

La recensione

I Queen ormai sono come il pandoro e il panettone: quando arriva il Natale li vedi rispuntare fuori anche loro, freschi di antologia, disco live, videocassetta, brano tributo e chi più ne ha più ne metta. Sono quasi 10 anni che Freddie Mercury non c’è più, ma grazie anche a queste continue operazioni di ripescaggio della memoria, quell’infausto giorno sembra solo ieri. “Greatest hits III” raschia il fondo del barile in maniera tutto sommato dignitosa, visto che offre una chiave di lettura leggermente fuorviante da quella di pura e semplice raccolta di successi. I più perspicaci avranno infatti notato, nella foto di copertina che campeggia in tutti i negozi di dischi, la dicitura “Queen +” al posto della più celebre e semplice “Queen”. Questo succede proprio per evidenziare aspetto ‘collegiale’ di questa raccolta, che comprende brani registrati dai Queen prima e dopo Mercury, brani di Brian May solista e di Mercury solista, ma soprattutto i duetti realizzati dai Queen e in qualche modo relazionati a Freddie Mercury: Elton John ne prende il posto per cantare “The show must go on”, registrata nel 1997 durante un benefit contro l’Aids. David Bowie lo affianca nella versione remix – un po’ barbara, a dire il vero – di uno dei brani più celebri del gruppo, “Under pressure” (unica perla di un album altrimenti da dimenticare come era “Hot space”), mentre Wyclef Jean rielabora a modo suo un altro grande hit del gruppo, “Another one bites the dust”, trasformandolo in un capolavoro dell’hip hop. L’ibrido pop/lirico viene fuori con il duetto di “Barcelona”, realizzato da Mercury con la soprano Montserrat Caballé, mentre spazio è dato pure a un altro paio di brani solisti del compianto cantante dei Queen. Dal concerto tributo in memoria di Freddie Mercury proviene una splendida versione di “Somebody to love” registrata dai Queen con George Michael. Certo, non manca anche qui qualche episodio kitsch in tipico stile Queen, come “Las palabras de amor” e la conclusiva bonus track “Thanks God it’s Christmas”, però in definitiva i 17 brani selezionati per la raccolta dimostrano di avere un senso e anche un fil rouge che in qualche modo li accomuna, rappresentato ora dalla presenza di ospiti, ora dalla mancanza di Mercuri, ora dalla caratura guascona e sopra le righe dei brani. Anche per quest’anno il panettone per il Natale dei Queen fans è assicurato. Per l’anno prossimo non preoccupatevi: la Regina vede e provvede.
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