«MIDNITE VULTURES - Beck» la recensione di Rockol

Beck - MIDNITE VULTURES - la recensione

Recensione del 18 nov 1999

La recensione

Dopo l’intimismo ombroso e la sbandata “latin” del disco precedente (“Mutations”, il titolo dell’album, era un chiaro tributo a Os Mutantes, una band brasiliana degli anni 70, leader di quel movimento conosciuto come tropicalia, a cui Beck aveva dedicato, con “Tropicalia”, il primo singolo del disco) Beck ritorna in carreggiata. O meglio, a dire la verità, la carreggiata entro cui si muoveva in “Odelay” è ormai passata da un bel pezzo nello specchietto retrovisore della sua memoria. Già, perché Beck, in questo nuovo, bellissimo ed esilarante album, si getta a capofitto nell’r&b e nel funk, sferza con reminiscenze Stax e Motown brani incontenibili come “Sexx laws” (il primo singolo, il brano che apre il disco), pensa, in compagnia di un personaggio di culto come Johnny Marr (chitarra degli Smiths), riff accattivanti (nella travolgente “Milk & honey”) e poi, da buon saccheggiatore quale è, rovista qua e là negli anni 80, facendo il verso a una delle sue massime icone (Prince, a cui si rifà chiaramente in brani come “Get real paid”, “Peaches & cream” o “Hollywood freaks”), metabolizzando i suoni dell’electro in un viaggio a ritroso che “vampirizza” (da cui il termine “vulture” usato nel titolo) techno intelligente inglese, Afrika Bambaataa e Kraftwerk (ascoltare i suoni in background di “Get real paid” per credere) e allo stesso tempo una miriade di “suonini” che ci riportano alla mente il frastuono metallico dei primi videogames anni 80. E in quest’accozzaglia di suoni, Beck, forse per la prima volta, acquista una confidenza con uno degli strumenti più bistrattati degli ultimi anni (la chitarra) che usa per dare “spessore emozionale” a brani come “Hollywood freaks” e “Peaches & cream”, in cui note di chitarra concatenate tra loro hanno la capacità di cotruire suoni lucenti quanto una domenica mattina assolata di LA (o forse di Las Vegas, l’ultima ossessione di Beck). Ma non è tutto. Già, perché Beck, mai come in questa occasione, ha dimostrato di avere una dote innata: il songwriting. Un’attitudine naturale a scrivere pop song, melodie accattivanti che colpirebbero anche il più truce degli avvoltoi di mezzanotte.

TRACK LIST
“Sexx laws”
“Nicotine & gravy”
“Mixed bizness”
“Hollywood freaks”
“Get real paid”
“Peaches & cream”
“Broken train”
“Milk & honey”
“Beautiful way”
“Pressure zone”
“Debra”

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