SPAZIOPERSO

Ghost Records & Publishing S.n.C. (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Jeannin

Mi permetto di rimaneggiare la tracklist suggerendo un ordine leggermente diverso da quello impostato dai Belize per il loro esordio, “Spazioperso”, più funzionale alla nostra causa. Partirei quindi con “Due”, primo pezzo scritto dalla band durante le giornate passate in sala prove a Varese. Il brano, una pillola di due minuti precisi, è un piccolo compendio del Belize sound, un mix di trip hop, cantautorato ed elettronica qui impreziosito dal featuring di Niki Campagnoli, MC conosciuto con il nome d’arte Disa, che va inevitabilmente a tingere tutto di hip hop. Il pezzo è minimale, relativamente semplice. Niente di clamoroso, eppure funziona. Ha un bel tiro, un bel mood dato da una commistione di generi che storicamente hanno già dato prova di stare bene insieme all'estero, ma che dalle nostre parti non si sono mai accasati veramente con successo sotto lo stesso tetto. E mentre penso che sarebbe bello vivere in quella casa, salto direttamente alla traccia numero sette, “24/7”, anche qui firmata in collaborazione con Disa. Le cose cambiano leggermente, non in termini di sound quanto di produzione. Il suono s’inspessisce e il trip hop prende il sopravvento per poter raccontare meglio una storia di natura, ça va sans dire, piovosa. Non siamo a Bristol ma Varese da qui in poi ci sembrerà un pelo più albionica, questo è sicuro. Il pezzo è buono, davvero. Perfetto per l’ascolto in cuffia sul tram, guardando la città che scorre fuori dal finestrino, che poi è un po’ la regola che vale per tutto il disco. Un disco riflessivo, dall’effetto retroattivo: funziona ancora meglio se lo si pensa dislocato temporalmente, in un momento che potrebbe non passare mai. Del resto è così che io vedo il trip-hop, qualcosa dai contorni non chiari. Chiuso l’ultimo giro poi, passo a “Loveless”. “Loveless” chiama in causa i My Bloody Valentine, ma solamente per una questione di, come dire… montaggio analogico? Perché la “Loveless” dei Belize non c’entra un tubo con i My Bloody Valentine e penso che la citazione sia un modo per dare un ulteriore livello di lettura al tutto. Che funziona: mi sono effettivamente perso nello sfondo di un pezzo dall’anima sintetica ma con il cuore caldo e la cosa mi ha fatto piacere.

Arrivati qui tenderei infine a riprendere il filo della scaletta per come l’hanno impostata i ragazzi, invitando a lasciar correre il disco suggerendo semplicemente l’ascolto di un paio di pezzi che ho trovato più significativi, “Bovisa a mano armata” e “Quando la città dorme”, due momenti che ci aiutano a contestualizzare meglio la band, anzi, che saldano proprio i Belize (questi di “Spazioperso”) alla città Milano. Una Milano notturna, fumosa, alcolica, ansiosa, elettronica, tratteggiata da chiaroscuri tenui. Nemmeno Milano somiglia a Bristol, ma a volte sa muoversi in modo molto simile, se si presta attenzione.

TRACKLIST

01. Check-In - (03:37)
02. Due - (02:00)
03. Bovisa a mano armata - (04:56)
04. Spazioperso - (01:55)
05. Quando la città dorme - (03:05)
06. Decidere - (03:19)
07. 24/7 - (03:37)
08. Cecilia - (03:13)
09. Loveless - (03:44)
10. CV, pt. 1 - (04:18)
11. CV, pt. 2 - (04:05)