«MAJOR KEY - Dj Khaled» la recensione di Rockol

Dj Khaled - MAJOR KEY - la recensione

Recensione del 07 ago 2016

La recensione


Avete mai sentito parlare di DJ Khaled? È una personalità a tutto tondo dell'industria discografica: produttore, conduttore radiofonico, dj e discografico. Praticamente un tuttofare. Ha all'attivo collaborazioni con gente come Rick Ross, Lil Wayne, Chris Brown, Big Sean, Busta Rhymes, John Legend, Nas, Drake, Kanye West, Pitbull e Nicki Minaj e nel corso della sua carriera come artista ha consegnato al mercato un totale di otto album in studio: il primo, "Listennn... the album", risale al 2006. E ora, a dieci anni dall'esordio discografico, Dj Khaled pubblica il suo nuovo - nono - lavoro in studio: "Major key".





Per questo suo nuovo album, Dj Khaled ha reclutato un cast stellare: Jay-Z, Future, TI, Nas, Kendrick Lamar, Nicki Minaj, Chris Brown, Jeremith, Wiz Khalifa, Rick Ross, Swizz Beats, Yo Gotti, 2 Chainz, Pusha T, Bryson Tiller, Fabolous e A$P Ferg. Manca qualcuno all'appello? Si direbbe di no: praticamente in questo disco ritroviamo tutta (o quasi tutta) la cultura hip hop e la scena rap di colore degli Stati Uniti. Il disco è stato prodotto dallo stesso Khaled (in veste anche di produttore esecutivo) insieme a - tra gli altri - Kent Jones, Cool & Dre, DJ Nasty e Jordan Ullman.

Nel corso degli ultimi mesi il dj è diventato molto popolare su Snapchat, condividendo quello che lui stesso ha chiamato "le chiavi del successo", una sorta di racconto via social della sua carriera. Il titolo dell'album è ispirato proprio a questo social-racconto e allude anche alla chiave maggiore dell'armonia musicale. Ad anticipare il disco, Dj Khaled ha pubblicato una manciata di singoli: "For free" (che, curiosamente, si intitola come uno dei brani di punta dell'album-capolavoro di Kendrick Lamar, "To pimp a butterfly" - da questo brano, Khaled ha "rubato" alcuni versi, eseguiti proprio da Lamar), "I got the keys", "Holy key" e "Do you mind". E in tutta questa negritudine c'è spazio anche per un po' di Italia: "Jermaine's interlude" contiene un sample di "It's possibile", brano di Piero Piccioni presente nella colonna sonora del film "Il Dio sotto la pelle" di Carlo Alberto Pinelli, datato 1974.

TRACKLIST

01. I got the keys
02. For free
03. Nas album done
04. Holy key
05. Jermaine’s interlude
06. Ima be alright
07. Do you mind
08. Pick these hoes apart
09. Fuck up the club
10. Work for it
11. Don’t ever play yourself
12. Tourist
13. Forgive me father
14. Progress
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