«HORNS - There Will Be Blood» la recensione di Rockol

There Will Be Blood - HORNS - la recensione

Recensione del 12 lug 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Personalmente ho iniziato a seguire i There Will Be Blood ai tempi di “Wherever you go”, nel 2011, ad un paio di anni dalla nascita della band. Un Ep sporco, ruvido ed estremamente blues, quel blues unico da delta del Mississippi che è difficile immaginare dislocato. Eppure i TWBB mi colpirono proprio per la grande padronanza del mezzo, se mi è passate l’espressione: grande abilità tecnica, grandi riff, tantissima energia. Ad oggi sono passati cinque anni da quel fatidico incontro; in questo periodo ho apprezzato il primo album, “Without” e oggi mi trovo tra le mani il nuovo “Horns”, capitolo conclusivo di una trilogia che segue la vicenda umana di un viaggiatore solitario che cerca di purificare la sua anima in un percorso simile alla "Commedia" di Dante Alighieri: la sua voce prende vita attraverso Davide Pacioretti, il cuore batte al ritmo della batteria di Mattia Castiglioni e tutta la rabbia e la tensione vitale sono convogliate nei riff di Riccardo Giacomin. In questo viaggio il nostro Eroe incontra mostri e catastrofi, in una sorta di catarsi. Un viaggio il suo che in questo nuovo capitolo si compone di dodici tappe, tutte fondamentalmente blues, ma ricche di contaminazioni country, western, funk e addirittura soul. Il tutto amalgamato dall’armonica e dal piano dello straordinario Marco Pandolfi e dalla pattuglia fiati formata da Massimo Marcer, Paolo Celoria e Luciano Macchia.

 

Su due piedi, se qualcuno mi chiedesse tre pezzi per entrare in contatto con questo disco, suggerirei la tripletta iniziale, “Burn your halo”, “Fire” e “Blind wandering”. Non tanto per una questione qualitativa o chissà cosa (tutto il disco funziona alla grande), quanto più perché trattandosi di un viaggio vero e proprio, la continuità (sonora, concettuale, logica) deve essere necessariamente rispettata. Questo disco va ascoltato dall’inizio alla fine e in questo senso non c’è molto da discutere. I TWBB di “Horns” poi sono una band matura, furibonda, tagliente; i ragazzi sono cresciuti parecchio dai tempi di “Prologue” (ep d’esordio datato 2009), sotto tutti i punti di vista, e questa crescita va messa in evidenza forse ancora più del contenuto narrativo che i Nostri veicolano con i loro pezzi. Quello che penso è che per quanto comunque di genere, i There Will Be Blood al momento siano in assoluto una delle realtà musicali italiane più vere e belle su piazza. “Horns” ne è l’ennesima conferma.

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