«OFF THE WALL - Michael Jackson» la recensione di Rockol

Michael Jackson - OFF THE WALL - la recensione

Recensione del 18 mar 2016 a cura di Michele Boroni

La recensione

Siamo alla fine degli anni 70 e Michael Jackson è un ragazzo di 21 anni sulle scene da più di 13. E' il leader indiscusso dei Jackson 5 - ora Jacksons, dopo il passaggio discografico milionario ma non artisticamente felicissimo dalla Motown all'etichetta Epic - l'archetipo della boy band di strepitoso successo.

E' da poco terminato “The Jacksons” luccicante show televisivo della CBS che segna l'inizio di un nuovo percorso stile Las Vegas per la band. Michael è consapevole del suo enorme talento e potenziale, ha mire molto alte che sia i fratelli sia i suoi precedenti quattro album solisti (raccolte di cover e altri pezzi minori) non hanno soddisfatto. Qualche anno prima sul set del film “The Wiz”, dove partecipa come attore, ha incontrato Quincy Jones, ex trombettista, direttore d'orchestra e produttore che ha collaborato con Sinatra, Count Basie e Gillespie e che ha voglia di cimentarsi con il pop.
Là fuori da qualche anno è esploso il fenomeno disco e il conseguente boicottaggio “Disco Sucks”; è quindi il momento giusto per lavorare su un solido disco R&B che riassuma ciò che è successo nella black music degli anni 70, coinvolga i migliori musicisti sulla piazza (Steve Porcaro, Greg Philinganes, George Duke, Paulinho Da Costa...) e grandi compositori pop (Stevie Wonder, Paul McCartney, Rod Temperton) con una produzione allo stesso tempo semplice e tremendamente complessa e articolata, il tutto per lanciare una stella di prima grandezza, anche come autore.
Il risultato è “Off The Wall”, il disco uscito nuovamente in queste settimane dai tipi della Legacy in versione rimasterizzato impreziosito da un nuovo pack, un ricco booklet, ma sopratutto da un documentario (in dvd o blu-ray) diretto da Spike Lee che mette insieme filmati di repertorio – alcuni inediti – e interviste a personaggi come ?uestlove, The Weeknd e Pharrell. A riascoltarlo oggi nel 2016 ci si rende conto della grandezza assoluta di questa opera, al punto da non considerare roboante la definizione “il disco che più ha influenzato il pop odierno”. Mentre le successive e altrettanto notevoli produzioni della coppia Michael-Quincy (Thriller e Bad) risentono del suono dell'epoca e mostrano gli anni che hanno, Off The Wall resta ancora un disco di classe sopraffina, ancora perfetto per ballare ed esemplare come elegante sottofondo.

Gli ultimi dischi di Bruno Mars e Justin Timberlake, ma anche The Weeknd, Daft Punk e Mark Ronson (solo per citare i più celebri) pescano a piene mani da queste dieci tracce. "Don't Stop Till You Get Enough" e “Working Day and Night”, scritte dallo stesso Michael, sono dei torridi R'n'B che riprendono l'atmosfera disco arricchendole da sofisticati strati di archi, fiati e sincopi senza mai perdere il funk che sta sotto. L'intro di “Off the Wall” anticipa quel suono cinematico che farà la fortuna di Thriller e “Rock with you”, patinato downtempo su cui hanno studiato decine e decine di cantanti R'n'b, mette insieme sensualità e leggerezza pop. “I Can't help it” scritta da Stevie Wonder e originariamente prevista per “Songs in the key of life” mette insieme smooth jazz e pop, con quelle tastiere che oggi piacciono tanto a Pharrell e Rihanna. Ma tutte le dieci tracce sono piccoli gioielli che mettono insieme l'r'n'b e il funk con la forma canzone del pop bianco. Pur essendo un disco ancora molto black “Off the Wall” ha avuto anche il merito di aver rotto ogni barriera razziale, almeno musicalmente parlando, dato che divenne il primo lavoro di cantante di colore ad entrare in una classifica di artisti bianchi, dando così il via alla nascita delle classifiche unificate.

Il booklet di questo nuovo cofanetto offre inoltre una serie di chicche inedite, dalle opinioni programmatiche di Quincy Jones (“L'obiettivo principale era uscire dallo stile disco. Ha già detto tutto quel che voleva dire”) alle dichiarazioni progettuali di Michael Jackson come un Kanye West qualsiasi (“..” ). Ultimo, ma non per ultimo, il dvd, un eccellente doc dove Spike Lee lavora sul doppio binario della realizzazione del disco e sull'influenza che ha ancora oggi, attraverso le testimonianze dei protagonisti del pop contemporaneo. Un prezioso arricchimento per un disco da collezione.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.