«SONO IO - Raf» la recensione di Rockol

Raf - SONO IO - la recensione

Recensione del 29 giu 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Viaggio negli anni '80 e ritorno: potrebbe essere sintetizzato così questo "Sono io", nuovo album in studio di Raf. Il disco, prima prova del cantautore pugliese in quattro anni e primo lavoro di Raf su etichetta Universal (il precedente "Numeri" raggiunse il mercato nel 2011 per Sony Music, alla quale era legato dal 2006), esce a ben quattro mesi di distanza dalla sfortunatissima partecipazione al Festival di Sanremo 2015 con "Come una favola", che di "Sono io" ha rappresentato un primo ma inverosimile assaggio. Sì, inverosimile: perché "Come una favola", un pezzo di grande eleganza e raffinatezza, nell'economia del nuovo album del cantautore - le cui lavorazioni si sono svolte tra gli States e Roma, con la produzione dello stesso Raf - sembra essere quasi fuori contesto. Per archi e pianoforte e ballad intime e delicate, infatti, in "Sono io" c'è ben poco spazio: il disco viaggia tutto su sonorità elettroniche, dance, a volte funk, con i sintetizzatori e i bassi potenti di Vicio dei Subsonica e Combass degli Après La Classe che si contendono la scena.

Alla base della nuova prova di Raf c'è, insomma, un gusto - e che gusto - per l'elettronica: il tutto già a partire dai due brani posti in apertura dell'album, "Eclissi" e "Siamo pioggia e vento", dai ritmi incalzanti e coinvolgenti e dagli arrangiamenti che lasciano trasparire echi di anni '80 (seppur rivisitati in chiave moderna), con riff di sintetizzatori, bassi e batterie elettroniche. Gusto per l'elettronica che in "Amore sospeso" e soprattutto in "Con le mani su" porta Raf a mettere pure da parte i panni di cantautore di classe per sporcarsi le mani con le sonorità tamarre dell'EDM (sono forse questi gli episodi più "maldestri" del disco, con loop provenienti direttamente da Garage Band - un orecchio attento, tra l'altro, si accorgerà della somiglianza tra l'intro di "Amore sospeso" e quello di "Madame" di Renato Zero: semplice omaggio o piccola scopiazzatura?). Strumenti e sonorità elettropop si nascondono, in maniera più soffusa, anche nei brani più delicati e intimi del disco, "Rimani tu" e "Io ti vivo" su tutti.

La convincente rivisitazione di "Rose rosse", già proposta sul palco dell'Ariston, rappresenta in "Sono io" una parentesi di world music, mentre sonorità pop più contemporanee si respirano in "Arcobaleni". L'emblema del viaggio negli anni '80 e ritorno è rappresentato da "Sono io" una sorta di "Self control" 2.0 dalle sonorità a metà strada tra funk e italo disco che ha la duplice valenza di manifesto (sia a livello di testo, sia a livello di musica, che richiama forse volutamente le primissime produzioni del cantautore) di quello che è Raf oggi e di dichiarazione di intenti per questo nuovo album: "Questo sono io e non mi importa cosa dicono di me, il concetto è molto semplice: io sono ciò che penso, suono e canto. Nothing's gonna change my world". E dai che alla fine qualcosa è rimasto, di quegli anni '80...
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