«LP1 - FKA Twigs» la recensione di Rockol

FKA Twigs - LP1 - la recensione

Recensione del 19 set 2014 a cura di Mattia Marzi

La recensione

FKA twigs è un personaggio surreale, insolito, alieno; nata a Gloucestershire, in Inghilterra, figlia di un ballerino jazz giamaicano e di una ex ballerina e ginnasta anglo-spagnola, è una sorta di ibrido, il risultato dell'incontro-scontro tra culture diverse tra loro. Il genere musicale che pratica viene definito come un qualcosa che abbraccia, al tempo stesso, la musica elettronica, il trip hop, l'hip hop, il soul e la musica r&b, fino a sfociare nel dream pop o in quello che alcuni giornalisti d'oltremanica sono soliti denominare "PBR&B" (un genere in cui a farla da padrone, negli arrangiamenti dei brani, sono strumenti quali sintetizzatore, drum machine, batteria elettronica e basso). Tahliah Debrett Barnett, questo il suo nome all'anagrafe, ha mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina, prendendo parte alle riprese di videoclip musicali di alcuni artisti tra cui Kylie Minogue, Ed Sheeran e Jessie J; poi, è arrivato un primo EP, intitolato "EP1", ben accolto dalla stampa britannica; dunque, un altro EP ("EP2"), co-prodotto dalla stessa FKA twigs insieme al produttore, ingegnere del suono e dj venezuelano (ma attivo a New York) Arca. Infine, il primo album ufficiale: "LP1". Un album atteso da molti, proprio in virtù della curiosità suscitata nella stampa e nel pubblico da FKA twigs con i suoi precedenti lavori; un disco lontano dall'Universo-pop e dal facile consenso, un progetto quasi avanguardistico che è stato sin da subito premiato per la sua originalità, tanto da essere inserito nella lista dei dodici candidati al Mercury Prize (uno dei premi musicali più ambiti della Gran Bretagna), i quali sono stati selezionati da una giuria di critici musicali inglesi ed esperti del settore.
Alle lavorazioni dell'album, che si sono tenute tra il 2013 e il 2014, ha preso parte un vero e proprio team di musicisti, autori e produttori: le canzoni del disco, dieci in totale, sono state tutte composte dalla cantante inglese insieme ad artisti quali Paul Epworth, lo stesso Arca, Emilie Haynie (produttore statunitense, noto ai più per aver vinto un Grammy Award per il Best Rap Album con "Recovery" di Eminem), Dev Hynes (già autore per Florence and the Machine, Diana Vickers e i Chemical Brothers), Clams Casino (che, in passato, ha prodotto The Weeknd), Sampha (che si occupa principalmente di musica elettronica) e Joel Compass, i quali hanno curato (insieme a FKA twigs) anche la produzione delle canzoni che hanno composto per l'album (l'unico brano ad essere stato scritto e prodotto dalla sola FKA twigs è l'overture del disco, "Preface").





Un progetto quasi avanguardistico, dicevamo poco sopra; perché con le dieci canzoni contenute all'interno del suo album di debutto, FKA twigs pare proporre un suono decisamente futuristico e beffarsi del pop (lo dimostrano anche i nomi dei musicisti e dei produttori che hanno partecipato alla prima prova ufficiale della cantante inglese, non i soliti che si è soliti trovare nei dischi pop degli ultimi anni): lo fa attraverso canzoni che, nell'80% di questo "LP1", travalicano il concetto di forma-canzone destrutturando la forma-canzone stessa e sfociando in delle vere e proprie suites (rappresentano delle eccezioni "Two weeks", la cui struttura musicale - specie l'apertura nel ritornello - ricorda quella di un classico quale "No more 'I love you's" di Annie Lennox, e "Give up", unici episodi del disco in cui FKA twigs sembra rispettare gli schemi e i canoni della forma-canzone); tanto che, ascoltando "LP1", si ha proprio l'impressione di trovarsi di fronte ad una composizione strumentale fatta da più movimenti (dieci, in totale). L'album di debutto di FKA twigs , per dirla in altre parole, è un album da considerare nel suo insieme, più che nelle sue singole parti che lo compongono: e ascoltarlo vuol dire intraprendere una sorta di viaggio surreale in cui ci viene offerta la possibilità di entrare in contatto con scelte musicali insolite e coraggiose, beat elettronici, atmosfere musicali eteree, cori quasi celestiali.
Ciò che colpisce maggiormente di questo primo album in studio della cantautrice inglese è la produzione: quanto c'è di suo, e quanto invece dei produttori che l'hanno affiancata in questo progetto? La risposta a questa domanda è: nella produzione e nella costruzione dei brani che compongono la tracklist di "LP1" c'è davvero molta farina del sacco di FKA twigs, ed è proprio questo che rende l'ascolto sorprendente, perché nonostante questo sia solamente il suo primo album ufficiale, la Barnett dimostra una maturità artistica fuori dal comune e una voglia di sperimentare e di ricercare nuove sonorità ammirevole. Sarà dunque interessante scoprire dove questa sua propensione alla sperimentazione e alla ricerca la farà approdare con i suoi prossimi lavori in studio (sempre che non decida di concedersi alle lusinghe della musica pop e del facile successo).
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