«LEISURE NOISE - Gay Dad» la recensione di Rockol

Gay Dad - LEISURE NOISE - la recensione

Recensione del 28 lug 1999

La recensione

Mah…aveva ragione Salieri, quando nel film di Forman “Amadeus” chiedeva a Dio perché avesse scelto di esprimere la propria Grazia attraverso quel nanerottolo pervertito di Mozart anziché attraverso la sua dedizione, totale e onesta, alla musica. Rigirando la domanda con un nuovo soggetto viene da chiedersi: «Perché proprio loro? Perché proprio ai Gay Dad doveva accadere di essere the next big thing del pop inglese?» A guardare chi sono, uno per uno, c’è da farsi cadere le braccia: uno studia medicina, l’altro è architetto (però, come i cari vecchi Floyd…), uno fa “l’editore di riviste nell’Europa dell’Est” – veramente una delle definizioni più losche che abbiamo mai incontrato in anni di biografie – uno addirittura, il cantante e leader Cliff Jones (un nome più banale non poteva esistere, no?), era giornalista musicale! Eppure questa aggruppaglia di personaggi, neanche considerata molto simpatica dagli addetti ai lavori, quando si mette insieme a suonare da vita a qualcosa di semplicemente geniale: si chiama musica pop, trae origine dalla vecchia musica pop e suona come nuova musica pop: dai Verve ai Pulp, dai T-Rex a David Bowie, tutto scorre tra i solchi di "Leisure noise", un passaporto sicuro per il successo. «Quello che li rende speciali è la loro combinazione: quando funzionano tutti insieme sono fantastici. Sono stati capaci di prendere tutti i grandi gruppi rock e tirarne fuori qualcosa di moderno». Lo dice il discografico che li ha scoperti, e a parte il fatto che la parola ‘rock’ è forse esagerata in rapporto alla musica del gruppo, dalle coordinate molto più ‘pop’, non si può non dargli ragione. I Gay Dad sono così, piacevoli in maniera elementare, immediatamente accessibili, deliziosamente scontati eppure sorprendentemente originali. Lungi dal professarsi genuflessi per questa new sensation della scena inglese, che gli stessi albionici fans butteranno a mare – ne siamo certi – entro qualche mese, non si può non riconoscere al gruppo di Cliff Jones (e due!) un discreto appeal musicale che in questo momento sta facendo la sua fortuna. Per il resto non rimane che stare a guardare dove arriveranno…
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