«RELAPSE - Ministry» la recensione di Rockol

Ministry - RELAPSE - la recensione

Recensione del 30 apr 2012 a cura di Andrea Valentini

La recensione

E fu così che la-band-che-non-si-sarebbe-mai-riformata-per-alcun-motivo (stando alle parole di Al Jourgensen nel 2008) si riformò eccome... e fece anche uscire un nuovo album. Questa, in sostanza, è la storia di "Relapse", la dodicesima fatica in studio dei Ministry.
I Ministry post pausa di riflessione si presentano all'uscio prendendo a mazzate la porta e, piuttosto incredibilmente, ora il loro sound ha molti più punti di contatto con il thrash metal anni Ottanta che non con il circuito industrial di cui sono stati pionieri e innovatori nel contempo. Un dettaglio non da poco, che ha sostanzialmente due ripercussioni: da una parte lo straniamento dei fan più attaccati al lato industriale del loro sound, dall'altra un'evidentissima recrudescenza di ferocia compositiva, che rende questo album il più violento della lunga carriera dei Ministry.
Diciamo chiaramente, a scanso di equivoci, che con "Relapse" Jourgensen non ha estratto il capolavoro dal cilindro; lo testimonia anche l'accoglienza con reazioni piuttosto variegate da parte di critica specializzata e seguaci del gruppo... perché violenza non è necessariamente sinonimo di gran disco, come la storia del metal estremo ci insegna ormai da tre decenni circa. Siamo però di fronte a un lavoro che si aggira nei territori della medietà, che a tratti è virtuoso bilanciamento di componenti, a tratti è mediocrità bella e buona - soprattutto nelle frazioni più banali, fatte con il trito combo di riffone stoppato e cavalcata di doppia cassa campionata (spesso fastidiosa/ridicola nella sua gelida meccanicità digitale) a velocità da frullatore.
Del resto è piuttosto sintomatico il fatto che Jourgensen stesso sia in pratica stato trascinato per la collottola in studio per terminare l'album, che lui stesso ha confessato di non avere preso sul serio come in passato... e il risultato, per quanto impeccabilmente professionale, ha più il sapore di un esercizio un po' spaccone per scacciare lo stress. C'è chi fa softair per disintegrare il nervoso accumulato in una settimana lavorativa, sparando pallette di vernice in tenuta da marine nella jungla vietnamita di Roncobilaccio, e c'è chi incide "Relapse", musicando una specie di battaglia sonora tanto rumorosa quanto vuota e superficiale.
Roba che oggettivamente non fa paura a nessuno, né prende allo stomaco, soprattutto se si ha un minimo di dimestichezza con i lavori iconici della band. Questo però non significa che l'album sia da buttare; può avere un appeal piuttosto forte verso i neofiti del genere, visto che è comunque pesante, tamarro (passatemi il termine), baraccone, pirotecnico (nel senso di "potevamo stupirvi con effetti speciali... e l'abbiamo fatto") e deliziosamente esuberante come un Terminator vichingo dopo una dose di pcp. Potremmo paragonarlo a un remake cinematografico hollywoodiano in 3D: moltissimo smalto, fuochi artificiali, effettoni, computer graphic... ma alla fine non ti lascia molto.
Per dovere di cronaca - e a supporto della tesi che vede uno Jourgensen in fase thrash - è necessario citare la cover di un gruppo cult dell'ondata thrascore di metà anni Ottanta, ossia i mitici S.O.D.; i Ministry ci offrono una rendition del brano-manifesto "Unidted forces" che, al netto dell'intro in stile industrial metal, si rivela assai più filologica del previsto.
E' bello sapere che i Ministry sono ancora in pista, ma in questi termini rischiano di diventare l'ennesima band che vivacchia sulla fama costruita negli anni Ottanta e Novanta; qualcosa di cui, probabilmente, nessuno ha davvero bisogno.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.