Recensioni / 25 mar 2011

Vasco Rossi - VIVERE O NIENTE - la recensione

Voto Rockol: 4.0 / 5
VIVERE O NIENTE
Emi (CD)
“Eh, già/sembrava la fine del mondo/ma sono ancora qua/ci vuole abilità/eh, già/il freddo quando/arriva poi va via/il tempo di inventarsi un'altra diavoleria
eh, già/sembrava la fine del mondo/ma sono qua/e non c'è niente che non va/non c'è niente da cambiare
col cuore che batte più forte/la vita che va e non va/al diavolo non si vende si regala
con l'anima che si pente/metà e metà/con l'aria, col sole/con la rabbia nel cuore/con l'odio, l'amore/in quattro parole/io sono ancora qua
eh, già/eh, già/io sono ancora qua
eh, già/ormai io sono vaccinato, sai/ci vuole fantasia/e allora che si fa?/eh, già/riprenditi la vita che vuoi tu/io resto sempre in bilico/più o meno, su per giù
più giù, più su/più giù, più su/più su, più giù/più su, più giù/più su, più giù/più su
col cuore che batte più forte/la vita che va e non va/con quello che non si prende/con quello che non si dà
poi l'anima che si arrende/alla malinconia/poi piango, poi rido/poi non mi decido/cosa succederà?
col cuore che batte più forte/la notte ha da passà/al diavolo non si vende/io sono ancora qua
eh, già/eh, già/io sono ancora qua/eh, già/eh, già/io sono ancora qua/io sono ancora qua/eh, già/eh, già”

Intro: basterebbe darsi la briga di leggere il testo (e ancora più di godersi il clip) di “Eh già”, che ha anticipato l’uscita dell’album, per comprendere l’inutilità di scrivere verità o fantasie su Vasco Rossi. Lui fa mondo a sé e poco importano le suggestioni date dai primi ascolti di “Vivere o niente”, ci sarà sempre un “eeeeeehhh” tra le righe e quando meno te lo aspetti che varrà molto di più del tempo speso per ascoltarlo e che farà riaffiorare tutti gli “eeeeeehhh” che ci hanno fatto e ci fanno compagnia da sempre.
Il trascurabilissimo dettaglio: opinione e problematica del tutto personale, tredici canzoni – quattordici con la versione “Speak Easy Studio” di “Prendi la strada” per iTunes – le ritengo tante, forse troppe. Metaforicamente parlando, è sempre meglio alzarsi da tavola con un poco di appetito.
Check up: lo stato di salute di Vasco ha tutti i valori al posto giusto. Relativamente in pace con il mondo e con se stesso ha scelto la via della apparente leggerezza per continuare nella sua ricerca della verità durante il suo passaggio sul pianeta Terra.
Music & lyrics: i testi di “Vivere o niente” ai frequentatori di Vasco risultano chiari e diretti nei vocaboli e nelle tematiche, poi la sua interpretazione, al solito, fa la differenza e li porta qualitativamente al piano di sopra. Si passa dalle confidenze con un filo di voce di “Vivere non è facile”, “Stammi vicino”, “Dici che”, “Starò meglio di così” e della canzone che dà il titolo al cd al classico rock dell’artista di Zocca di “Sei pazza di me”. Un cantato irresistibile la fa da padrone in “Manifesto futurista della nuova umanità” e il suo paio è l’urgente rocchenroll di “Mary Luise” e “Non sei quella che eri”. Emblematica per l’intero album è “L’aquilone”: le prime battute alla “Tango della gelosia” lasciano il campo a un Vasco in splendida forma per una chiusa che…vado al massimo, vado in Messico, vado a gonfie vele.
Risultato finale: la gran parte delle canzoni di “Vivere o niente” sembrano tirate fuori dopo un gran numero di anni dal cassetto nel quale erano finite sacrificate dalle sovrapproduzioni dell’ultimo periodo. Semplice e diretto è un disco con il profumo del passato che guarda al futuro, un disco molto bello. Anche se poi, ragazzi, la bellezza è nelle orecchie di ascolta.
Eh già, è ancora qua. Chi è preposto a queste cose che ce lo conservi.


(Paolo Panzeri)