«BEST NIGHT OF MY LIFE - Jamie Foxx» la recensione di Rockol

Jamie Foxx - BEST NIGHT OF MY LIFE - la recensione

Recensione del 28 feb 2011 a cura di Alessandra Zacchino

La recensione

Jamie Foxx è un apprezzato uomo di spettacolo. Uno dei pochi con un curriculum che spazia dalla radio alla tv, dal cinema alla musica. Ha vinto il Grammy, ha vinto l’Oscar, sa essere un comico irresistibile, ma anche un attore drammatico, e come cantante ha frequentato sovente le alte sfere delle classifiche di vendita. Ovvio quindi che con un talento come il suo, lo standard debba essere alto. Ma, sin da quando è stato sdoganato un anno fa il primo singolo “Winner” con le partecipazioni di Justin Timberlake, e T.I., è parso chiaro che mancasse qualcosa. Infatti, da quel momento in poi, Jamie e i suoi addetti alla promozione, hanno optato per far circolare anche la canzone “Speak french” e annunciare l’uscita dell’album “Body”. Nulla di fatto. Tutto da rifare. Alcuni mesi dopo il cambio di titolo in “Best night of my life” e la pubblicazione quasi simultanea dei singoli “Living better now” con Rick Ross e “Fall for your type” con Drake e anche di “Best night of my life” con Wiz Khalifa e “Yep dat’s me” con Ludacris e Souljia Boy. La sensazione generale, è che qui sia stata adottata una sorta di strategia di marketing a casaccio, che spera prima o poi d’imbroccare la strada giusta. “Best night of my life” non è un album brillante in termini di originalità, anche se qualche canzone estrapolata dal contesto risulta di buona fattura, ma non certo capace di rispondere alla primaria necessità di un personaggio in vista come Jamie Foxx e cioè quella di avere almeno un hit single. E’ noto, già dai tempi del suo dimenticato esordio “Peep this”, che Foxx non abbia una voce da leader del panorama r&b e infatti, “Best night of my life” abbonda di partecipazioni più o meno illustri, proprio nel tentativo di dare carattere e una personalità più spiccata all’album.
Nel 2005 era riuscito nell’intento con convinzione, regalandoci “Unpredictable” e riuscendo solo meno di un paio d’anni fa, a stupirci di nuovo con “Blame it”, ma stavolta, per quanto ci si sforzi, con tutta la buona volontà, proprio non spunta il jolly dal suo mazzo di carte. Un passo falso, un piccolo intoppo in una strada come la sua, di solito spianata ma che, come già è accaduto all’indomani dell’Oscar per il film “Ray”, porta a qualche errore di valutazione perché l’ego prende il sopravvento. Jamie Foxx c’è già passato e siamo certi, riuscirà a risalire la china anche stavolta.

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