Recensioni / 23 giu 2010

Omar Pedrini - LA CAPANNA DELLO ZIO ROCK - la recensione

LA CAPANNA DELLO ZIO ROCK
Carosello (CD)
I tempi dei Timoria ormai sono lontani, sono una delle poche band che si è separata e separata rimane. Il nuovo album di Omar Pedrini, fondatore, membro storico e autore della maggior parte dei testi della band bresciana, pubblica il suo nuovo album solista dal titolo "La capanna dello zio rock" dove oltre a due inediti, inserisce schitarrate e curiose rivisitazioni di alcuni dei brani migliori dei Timoria, con e senza Francesco Renga, uscito dal gruppo nel 1998.
Pedrini sembra davvero divertirsi tra rock, battiti di mano, melodie incalzanti e controcori, e la dimostrazione è l'irruenta "Zio rock" scelta come apripista. "La follia", seconda traccia dell'album, scritta inizialmente per Vasco Rossi poi inserita in "Pane burro e medicine", è una morbida ballad che mette alla prova Pedrini ad un'interpretazione quasi alla Renato Zero.
Da qui in poi è quasi solo Timoria, con una bellissima versione stile "I love rock'n'roll" di "Senza vento" e un'impeccabile e forse ancora più intima "Sangue impazzito". La voce di Pedrini sui brani della band che ha segnato la scena musicale italiana negli anni Novanta, sembra cambiare, sembra quasi vestirsi di passato e di quella giusta malinconia che serve oggi per interpretare brani scritti da lui vent'anni fa come l'emozionante "Verso oriente", cantata da lui con Finardi e ripresa in modo emozionante in questo disco.
C'è spazio, anche se non sembrava dovesse essercene bisogno, di rivisitare anche i brani solisti della carriera di Pedrini, come "Shock", fortunato singolo pubblicato nel 2006 nel disco "Pane burro e medicine", che nel disco segna un sorta di giro di boa che lascia all'ascoltatore ancora una decina canzoni come "Via padana superiore" dei migliori Timoria (dall'album "2020 Speedball"). "Sole spento", più ritmata e rockeggiante rispetto alla precedente versione, e "Casa mia", portata al Festival di Sanremo nel 2002, sono state entrambe realizzate dopo la separazione da Francesco Renga e qui riprendono vita. Risplende in una versione simile all'originale, ma pur sempre suggestiva, la bella "Genova", inserita nell'album "1999", mentre "Bella bambola" (di "Eta beta" del 1997) sacrifica un po' la sezione ritmica per uno stile più rock'n'roll. Il riff inconfondibile di "Sweet home Alabama" accompagna l'intro di "Non è divertente", mentre "Ragazzo non avere paura", dove le tastiere originali vengono sostituite in questa versione da batteria e chitarra, chiude il disco.
Pedrini, da buon chitarrista e compositore, si è completamente diretto verso il rock italiano, lasciandosi alle spalle lo stile puramente anni Novanta che ha voluto il successo dei Timoria anni fa. Questo è il nuovo Pedrini, che piaccia oppure no.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"Zio rock"
"La follia"
"Senza vento"
"Sangue impazzito"
"Mandami un messaggio"
"Lulù"
"Lavoro inutile"
"Un altro giorno senza te"
"Verso oriente"
"Shock"
"Casa mia"
"Il figlio del vento"
"Via Padana superiore"
"Sole spento"
"Genova"
"Bella bambola"
"Non è divertente"
"Ragazzo non avere paura"