«JOBI 4 - Jobi 4» la recensione di Rockol

Jobi 4 - JOBI 4 - la recensione

Recensione del 14 giu 2010

La recensione

Cos'avranno mai in comune un italo-svizzero tedesco con una siciliana-polacca che vive da sempre a Roma? In comune forse non molto, ma da dirsi, anzi, da cantarsi e suonarsi, di cose ne hanno eccome. Si sono conosciuti così, per caso, Johannes Bickler e Federica Caiozzo hanno unito le loro forse musicali, compositive, interpretative e canore scrivendosi su Myspace, scambiandosi idee, finché quelle idee, insieme poi a Cesare Pizzetti al contrabasso e a Fabio Visocchi al pianoforte, sono diventate concrete, realizzandosi in un album d'esordio che si chiama proprio come loro quattro, Jobi 4, pubblicato dall'etichetta Novunque, che dopo Tessadri, Giuradei, Fou ed Egokid conferma ancora una volta la sua attenzione alla bella musica.
I dieci brani che compongono il debutto discografico della band sono dieci brani che spaziano tra il jazz e il pop, con contaminazioni di ogni tipo, come qualche spunto di rhythm and blues e soul, mai noiosi e sempre densi di tensione, emotiva o musicale che sia, in bilico tra l'emozione più profonda e a volte oscura come in "The rope", scelto come brano d'apertura, che recita sin dall'inizio frasi del tipo "Like a rope around your neck", e la bellissima "Sing me your song", acustica ed evocativa, con un crescendo sul ritornello vocale e nella seconda strofa.
Si aprono bene, con pianoforte sempre presente e batterie a solleticare le orecchie, l'incalzante "Sunflower", con organi alla "Shake a tail father" di Ray Charles, scelto come primo singolo, e le irresistibili "All has been said" e "What you see", con un ritmo soprendente che entra in testa e non vuole saperne di uscire. Il contrabasso stile anni Cinquanta di Pizzetti apre "Nothing to do", con un testo semplice quanto efficace, e per i primi secondi sono solo corde pizzicate e voce, quando quasi impercettibile viene introdotto un pianoforte timido che si unisce alla batteria di charleston che accompagna il resto del brano.
Insomma, inutile girarci intorno, il debutto degli Jobi 4 è un grande debutto, suonato, registrato e prodotto come si deve, una prima prova ampiamente superata che incuriosisce e sorprende, che fa venire voglia di scoprirli piano, canzone dopo canzone. E se trovate Cat Power potente e commovente, date una possibilità anche alle canzoni di Bickler e alla splendida e ruvida voce di Federica di emozionarvi: credetemi, non ne rimarrete affatto delusi.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"The rope"
"Too blonde"
"Lullaby"
"Sunflower"
"All has been said"
"Sing me your song"
"Nothing to do"
"What you see"
"I feel free"
"I lost it"
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