«BROKEN BELLS - Broken Bells» la recensione di Rockol

Broken Bells - BROKEN BELLS - la recensione

Recensione del 06 mar 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ironia della sorte: di Danger Mouse si parla ultimamemnte perché finalmente ha risolto la sua vertenza con la EMI che bloccava la pubblicazione di “Dark night of the soul”, progetto di cui Rockol vi parlò quasi un anno fa.
Eppure in questi giorni, in cui è stata anche annunciata la sua partecipazione al nuovo lavoro dei
Black Keys esce un suo nuovo progetto, i Broken Bells, duo formato assieme a James Mercer degli nuovo album degli Shins. Troppa carne al fuoco? Forse. Sta di fatto che l’eponimo album di debutto di questo duo merita attenzione comunque: l’accoppiata funziona, eccome. Il “modus operandi” di DangerMouse è sempre quello: “elettronica applicata”, campo in cui ormai ha pochi rivali. E l’applicazione alle canzoni di Mercer, che sono più dritte e dirette di altri artisti con cui il produttore ha lavorato, rende questo album estremamente piacevole. Immaginatevi cosa farebbero i Gorillaz (anche loro in uscita lo stesso giorno, ironia della sorte) se Damon Albarn cazzeggiasse di meno, e vi farete un’idea delle 10 canzoni di questo album. Che passano dall’indie rock più classico di “October” al pop rock elettronico del singolo “The high road” (il gioiello dell’album) a “The ghost inside”, che ricorda di più i lavori con Gorillaz/Gnarls Barkley.
Ecco, se poprio vogliamo essere pignoli, DangerMouse sta diventando un po’ manieristico e prevedibile, nel modo in cui veste le canzoni. Ma rimane uno dei migliori in questo campo, e quando trova le canzoni giuste (e qua ci sono), ne vengono comunque fuori dei dischi comunque sopra la media, come questo.

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