«BLUE LIGHTS ON THE RUNWAY - Bell X1» la recensione di Rockol

Bell X1 - BLUE LIGHTS ON THE RUNWAY - la recensione

Recensione del 04 mag 2009 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Smetteremo mai di pensare alla musica irlandese come se fosse fatta solo di gighe, suoni epici alla U2 o cantautori introspettivi?
Eppure molti dei nomi “nuovi” venuti fuori da quelle parti, in un modo o nell'altro, fanno riferimento a questi stereotipi. Peccato, perché da quelle parti c'è spazio anche per altra musica, meno classificabile. Come quella dei Bell X1, di cui vi parlammo già l'anno scorso in uno dei nostri articoli “Selected”.
Il loro nuovo album “Blue lights on the runway” è uscito qualche settimana fa: in Italia lo trovate solo in digitale, e il paese è stato tagliato fuori dal mini tour europeo di lancio. Un peccato, perché è uno dei dischi più freschi e vari che vi possa capitare di ascoltare in questo periodo. Un disco inclassificabile a prescindere, e davvero difficile da incasellare negli stereotipi della musica irlandese. E' un disco rock, ma non solo: c'è dell'elettronica, un genere che da quelle parti produce delle belle cose, come David Kitt e i Jape. Il singolo “The great defector”, per esempio, fa uso di suoni anni '80 che sembrano uscire da un videogioco. Ci sono riff e ritmi di quelli che vanno di moda nel nuovo rock, alla Interpol o Franz Ferdinand. C'è del pop rock sbilenco alla Radiohead prima maniera (“One stringed harp”). Ci sono sopratutto delle grandi canzoni, e c'è del cuore e del calore, cosa che a molte di queste band manca: sentitevi “How your heart is wired”, per esempio, con il contrasto tra la struttura sbilenca e la voce introspettiva, con lunga una coda con fiati e beats, che ne fanno un piccolo capolavoro.
Insomma, i Bell X1 assomigliano a molte cose, ma alla fine sono molto di più di semplici cloni. Sono una delle migliori cose venute fuori dall'Irlanda negli ultimi anni. Probabilmente se si vestissero in maniera un po' più fighetta, se venissero da New York o da Londra e se fossero nel giro giusto...

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