«FROM THE BOTTOM TO THE TOP - Coolio» la recensione di Rockol

Coolio - FROM THE BOTTOM TO THE TOP - la recensione

Recensione del 04 mar 2009 a cura di Sofia Santori

La recensione

Nominando Coolio è impossibile non pensare a una melodia, quella della pluripremiata "Gangsta's paradise". Era una rielaborazione di "Pasttime paradise" di Stevie Wonder, ma il suo nome rimarrà sempre associato a quel brano: come potrebbe essere altrimenti?
Nonostante siano passati quasi quindici anni dalla sua uscita, il successo di Coolio resta uno dei brani rap più programmati nelle radio nostrane. A chi non vive divorando rap a colazione potrebbe quindi sembrare che l'artista, al secolo Artis Leon Ivey, non abbia più fatto nulla dal 1995 ad oggi.
La realtà però è ben diversa: in questi ultimi anni Coolio si è dato molto da fare, e anche se a qualcuno potrebbe suonare strano il rapper ha concentrato molto del suo lavoro proprio in terra italiana. Si è esibito un po' ovunque nel nostro paese, presentando di volta in volta le sue ultime uscite; tra queste figurano gli album "El Coolio magnifico" (del 2002), "The return of the gangsta" (del 2006) e "Steal heart" (del 2008).
Dal vivo Coolio regala tutto se stesso, inondando il pubblico di stimoli in uno spettacolo che a volte rischia persino di diventare esagerato; ma quando sfodera l'asso nella manica, tutto è perdonato sulle note di "Gangsta's paradise". Certo però non poteva andare avanti così per sempre. Oltre a quel grande successo serviva nuova linfa alla carriera dell'artista, ed è probabilmente con questo spirito che Coolio ha progettato quello che dovrebbe essere il suo vero ritorno: l'album "From the bottom 2 the top".
Qualcuno storcerà il naso: Coolio non è più nel fiore dei suoi anni ed è forse legato a uno stereotipo di rapper ormai estinto. Ma non lasciatevi influenzare da questi pensieri e valutate da voi la qualità dei suoi sforzi. Il nuovo lavoro del rapper non cambierà il mondo ma merita di essere ascoltato, e se i più esigenti (o prevenuti) non si faranno conquistare facilmente, tutti gli altri potranno apprezzare la nuova svolta musicale dell'artista statunitense.
Le rime e la voce profonda sono rimaste le stesse, ma una ventata d'aria fresca pervade gli 11 brani di questo album: le produzioni (perlopiù italiane) sono attuali e curiose, così come lo sono le idee che stanno alla base di ogni canzone.
Per la realizzazione di questo disco, Coolio trae ispirazione "pescando" qua e là nell'universo musicale, e "rimaneggiare" sembra essere la parola d'ordine: l'esempio principale di questo concetto è rappresentato dal singolo "Change", nel quale il rap si mescola a un campione di "L'estasi dell'oro", famosissima composizione realizzata da Ennio Morricone per la colonna sonora del film "Il buono, il brutto e il cattivo".
Si basa su un famoso campione anche "Hotel C.", e questa volta è il rock degli Eagles a mescolarsi con le rime di Coolio.
Ne è un altro esempio il brano "Lady", una rivisitazione dell'omonimo successo dei Modjo: questa canzone vede inoltre la partecipazione del californiano Storm Lee.
La lista degli artisti chiamati a collaborare è piuttosto lunga, farcita di nomi sia stranieri che italiani: per la realizzazione di "Destinesya" Coolio si affida al produttore Yves La Rock e Sam Obernik. Una voce femminile, quella di Miss Cash, arricchisce invece la "cibernetica" e ritmata "Stimulate", prodotta da Bassi Maestro. Un'altra collaborazione tutta italiana presente in "From the bottom 2 the top" è quella di Big Fish, che per Coolio ha realizzato la base di "Crusi off".
Musicalmente l'album sembra avere lo scopo di accontentare un po' tutti: si passa dalla "trionfale" e cinematografica "Change" alla più lenta e sensuale "I will"; e se la titletrack sembra strizzare l'occhiolino al pubblico maschile, ecco che per le donne compare la romantica e calda "She loves me".
Insomma, Coolio è tornato, e come per ogni ritorno qualcuno sarà contento e qualcun altro no. A quale fetta di pubblico volete appartenere?

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