«SOTTOVUOTO GENERAZIONALE - dARI» la recensione di Rockol

dARI - SOTTOVUOTO GENERAZIONALE - la recensione

Recensione del 29 ott 2008

La recensione

cARI dARI,
poche settimane fa siete venuti qui in redazione per una videointervista ed ero molto curiosa di conoscervi. Lo ero perché la notizia di Rockol pubblicata a marzo sul vostro primo singolo “Wale (tanto Wale)” era diventata, per via dei commenti, un “forum abusivo” di vostre fan letteralmente impazzite per voi, e mi interessava sapere come stavate prendendo quest’ondata di successo.
Poi è arrivato anche il Cd “Sottovuoto generazionale” che prontamente mi sono andata ad ascoltare, e che mi ha lasciata un po’ perplessa.
Ma come: dite che venite da varie influenze musicali come l’emo, il punk, il dark (specie i Cure), l’elettronica, il metal (ricordo il batterista che lo diceva), e poi mi fate un disco pop che più commerciale non si può? E dove sta la trasgressione dei vostri abiti e dei vostri capelli in queste canzoni? Non credo che basti mettere in disordine le regole dell’ortografia per sentirsi un po’ alternativi, e non credo serva nemmeno avere quell’aria così sicura di sé che si ha davanti alle telecamere per fare un po’ i diversi.
Ricordo che mentre l’intervista si stava per concludere (eravamo ai saluti con il bacio), CaDio, il biondo, mi ha domandato cosa pensavo del disco. Eccomi qui a rispondervi.
Ho ascoltato a lungo l’album, tanto che al secondo, terzo passaggio, già mi canticchiavo alcune strofe. Mi son detta che se piace a centinaia (se non migliaia) di ragazzine vuol dire che qualcosa di commercialmente buono c’è, che il prodotto, discutibile o meno, funziona.
Poi però mi sono ascoltata bene le canzoni e, se volete un parere personale, non posso fare a meno di analizzare i brani e storcere un po’ il naso.
A parte il singolo, gli unici altri brani divertenti da segnalare per via delle melodie incalzanti e ritornelli efficaci sono “Tutto regolare”, “Predisposta (a lasciare il tuo posto)”, e “Per piacere”.
Per il resto mi sembra che vi siate un po’ persi tra sonorità che, a mio parere, ricordano molto la dance anni Novanta degli Eiffel 65, e dei testi che vogliano sembrare demenziali e forse ironici, ma che non riescono a centrare sempre l’obiettivo.
Alcuni esempi? “gp a 100 allora” recita: “Prego 100 allora ho due dita e cinque mani grazie 100 lire se parlo di nascosto”, e ancora sul finale “Noi siamo come il tuono che batte ossessivo, noi siamo i ragazzi del ritmo progressivo”. Non si capisce se facciate sul serio o meno, se vi stiate prendendo in giro da soli oppure no.
Non sono male “Come m’hai” e “Minimale maxibene”, ma non capisco perché non abbiate proseguito con il gioco di parole nello sviluppo delle due canzoni. E anche “Non pensavo”: sarebbe stata di gran lunga spiritosa (e meno drammatica) se quel “Me la vuoi dare?” che dARI urla non fosse riferito a “un’altra opportunità”.
Ragazzi, ho avuto la possibilità di conoscervi, di capire per certo che quello che fate lo fate per amore della vostra musica e per passione, e che non vedevate l’ora che tutto ciò si realizzasse.
Mi dispiace solo che rischiate di apparire un “prodotto” facile da prendere in giro, o meglio, facile da essere preso poco sul serio. Vuoi per via dei testi (a mio parere un po’ troppo scontati e banali), vuoi per i brani in sé che mischiano un po’ troppi generi risultando alla fine dispersivi e poco compatti.
Scusate la franchezza, so che la apprezzerete.

(Daniela Calvi)

Tracklist:

“Wale (Tanto Wale)”
“Tutto regolare”
“Predisposta (A lasciare il tuo posto)”
“Come m’hai”
“Per piacere”
“Cambio destinazione”
“Non pensavo”
“Gp a 100 allora”
“Moltiplicato 10”
“Ho spaccato”
“Minimale maxibene”
“Play and stop”
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