«EVIL URGES - My Morning Jacket» la recensione di Rockol

My Morning Jacket - EVIL URGES - la recensione

Recensione del 12 ago 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Se dovessimo stilare un'ipotetica classifica dei gruppi più originali emersi negli ultimi anni, i My Morning Jacket starebbero nelle zone alte. Magari non come i Sigur Ros (di cui vi abbiamo parlato recentemente) e sicuramente non sul podiO, dove probabilmente starebbero i Radiohead e Jeff Buckley, i nomi che negli ultimi tre lustri sono stati più utilizzati come termini di paragone per le nuove generazioni.
Ma insomma: i My Morning Jacket sono una scoperta continua, ed è un peccato che dai noi non se li fili nessuno. Il precedente disco “Z”, pubblicato dalla casa discografica di Dave Matthews, venne stampato anche in Italia. Non così è avvenuto per il bel live “Okonokos” e per questo “Evil urges”, reperibili solo in digitale (su iTunes, per esempio).
Forse i My Morning Jacket vengono identificati con quel jam-rock di cui proprio Dave Matthews è il capofila, che vende molto e attira miriadi di spettatori in America, ma che da noi non funziona. Ma si sbaglierebbe: perché è vero che il meglio i MMJ lo danno dal vivo (chi li ha visti aprire le date italiane dei Pearl Jam di qualche anno fa se li ricorda ancora...), ma anche su disco non scherzano. E, sì, anche su disco, la band adora mischiare le carte in tavola: magari in modo un po' meno diretto dei Death Cab For Cutie: entrambi rock, entrambi con origini indie, entrambi con un'evidente idiosincrasia per la forma canzone tradizionale. Ma più corraggiosi e autoironici, i MMJ: in “Evil urges” rifanno pure il verso al funk-rock in falsetto di Prince, ma “Highly suspicious” è un gioco, laddove “Supermassive black hole” dei Muse si prendeva terribilmente sul serio...
Ma il suono dei MMJ è quello di brani come “I'm amazed” o “Look at you”, una sorta di aggiornamento della Band di Robbie Robertson: e non a caso una delle cose recenti più belle del gruppo è la comparsata in uno degli episodi di “I'm not there”, film di Todd Haynes su Bob Dylan. Anche se poi questo suono si divertono a stravolgerlo, con cambi di tempo, di direzione improvvisi. Insomma: sono imprevedibili, i MMJ, pur essendo essenzialmente rock: questo è il loro bello, ed è il motivo per cui questo “Evil urges” vale la pena di essere ascoltato.

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