«CONTATTI - Bugo» la recensione di Rockol

Bugo - CONTATTI - la recensione

Recensione del 22 mag 2008 a cura di Giuseppe Fabris

La recensione

Bugo è sempre stato un "osservato speciale" all'interno della redazione di Rockol. Dall'album che lo fece diventare un piccolo-grande caso ("Sentimento westernato"), passando per il suo passaggio ad una major e ai suoi successivi dischi il cantautore di Trecate si è dimostrato uno dei più originali ed eclettici musicisti della scena italiana.
Passando da folk, blues, rock ad elettronica fatta in casa è riuscito ad esplorare mondi musicali conservando sempre uno stile molto personale, ma senza mai trovare un proprio "centro di gravità". Nelle ultime produzioni, inoltre, Bugo sembrava aver perso quel tocco tagliente e agrodolce per i testi, caratteristica che maggiormente lo rendeva unico e particolare.
E' con queste premesse che abbiamo affrontato il suo nuovo lavoro "Contatti" che lo vede alle prese con un nuovo "vestito" musicale, l'elettronica-dance, supportato da due dei produttori italiani più in voga: Stefano Fontana, alias Stylophonic, e Roberto Baldi.
La sorpresa è che Bugo in salsa dancefloor funziona benissimo, le undici canzoni qui contenute esaltano l'anima pop di Bugo e incorniciano i suoi racconti che tornano finalmente ad essere lucidi e cinici come mai prima.
Così, se "Posso entrare?" sembra solo un "appetizer" per farci abituare a questa nuova versione dell'opera bughiana, "C'è crisi" oltre ad essere il primo singolo scelto, è forse la canzone meno in linea con il resto del disco con il suo organo pulsante e le sue fotografie sulle crisi di sentimenti: "Tu non piangi e non ridi, vivi come se niente fosse".
Come da titolo Bugo sembra molto interessato ai "Contatti", intesi come rapporti personali o le storie d'amore. Così se "Nel giro giusto" o "Le buone maniere" ci illustra la società di oggi vista dai suoi occhi, "Love boat" e "Felicità", uno degli episodi migliori del disco, ci mostrano un cantautore capace di parlare d'amore senza scadere mai nel banale.
"Balliamo un altro mese", l'unica canzone scritta su una vecchio pezzo scritto da Stylophonic, sembra il brano meno riuscito di questa produzione, ma è quando il disco volge alla conclusione che troviamo l'asso di questo disco. "Sesto senso" è una dolce ballata tra pianoforte, chitarra acustica e supplementi elettronici appena accennati che ci mostra l'anima più dolce e romantica di Bugo che prima di togliersi questo nuovo vestito ci conferma ancora di saper scrivere belle canzoni con una facilità disarmante.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.