«UN'ALTRA ME - Syria» la recensione di Rockol

Syria - UN'ALTRA ME - la recensione

Recensione del 22 feb 2008

La recensione

Nel corso della sua ormai più che decennale carriera, Syria non è mai stata la tipica cantante nazional-popolare o la tipica artista uscita dal festival di Sanremo, che ha vinto da debuttante nel 1997. Un'operazione come quella di “Un'altra me”, raccolta di cover di band del circuito indipendente italiano, potrebbe apparire forzata solo ad uno sguardo superificiale.
Perché leggendo i nomi dei gruppi che hanno scritto 11 delle 12 canzoni si vede che Syria e chi lavora con lei conoscono davvero la scena indie italiana: Mambassa, Northpole, Deasonika, Perturbazione, Marta Sui Tubi, tra gli altri. Insomma gruppi molto apprezzati da appassionati e "addetti ai lavori". Il progetto è stato prodotto da Cesare Malfatti (La Crus), che ha rielaborato anche l'unico inedito, un brano mai sentito prima di Sergio Endrigo, “Momenti”. Il risultato è un disco di ottimo livello, con grandi canzoni sconosciute ai più (su tutte i due singoli, “La distanza” dei Northpole e “Canzone d'odio” dei Mambassa) rivisitate con arrangiamenti semplici ed avvolgenti (opera di Leziero Rescigno) che permettono alla voce di Syria di mostrare la sua duttilità, spaziando tra il rock, l'elettronica e accenni jazzati.
Insomma, un bella idea, che permette a Syria di “riposizionarsi”, come si dice in gergo: dare alla propria immagine un'accezione più moderna, meno “pulita”. Certo, a fare i pignoli, si poteva dare più visibilità ai gruppi (citati nel sito ufficiale di Syria, mentre nel libretto del CD sono citati solo i singoli autori dei brani); magari si poteva coinvolgerli direttamente nelle registrazioni, un po' come fece Antonella Ruggiero per “Registrazioni moderne” (nel disco compaiono solo gli Atleticodefina in “Un modo migliore”, peraltro uno dei momenti più riusciti). La scelta è stata di andare in un'altra direzione, e questo ha mantenuto l'omogeneità sonora del progetto, che peraltro è uno dei pregi più rilevanti del disco.
Meno male - è un'opinione personale, ovviamente - che Syria non è andata a Sanremo: aveva proposto alla commissione selezionatrice proprio "Momenti" di Endrigo, senza essere inclusa nella lista finale, come è trapelato negli ultimi giorni. Rivelare l'esistenza di "Un'altra me" indipendente e poi andare alla manifestazione più nazional-popolare che ci sia poteva apparire contradditorio.
Rimane da capire, a questo punto, qual è e quale sarà la vera Syria: quella indie di questo album, la sua “altra me” che ha una vocazione più "pop". Ma questa è un'altra storia e per questo c'è tempo.

(Gianni Sibilla).
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