«LIVE ON LETTERMAN - MUSIC FROM THE LATE SHOW - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - LIVE ON LETTERMAN - MUSIC FROM THE LATE SHOW - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione


Tra i vari show televisivi che popolano i palinsesti nazionali statunitensi, il Dave Letterman Show occupa un posto fondamentale per prestigio ed importanza. Letterman sembra infatti essere stato l'unico in grado di raccogliere l'eredità gravosa del vecchio e celebre Ed Sullivan Show fornendo uno spettacolo di intrattenimento di grande capacità e sottolineando, ai fini del proprio successo, l'importanza della musica. Le registrazioni contenute su questo cd, e tratte per l'appunto dal meglio andato in onda nel David Letterman Show a partire dal 1993 e arrivando fino al '97, lo testimoniano. Basta scorrere la lista degli artisti per rendersene conto: Jerry Garcia, Sheryl Crow, Lou Reed, Dave Matthews Band, Aretha Franklin, Paula Cole, Elvis Costello & Burt Bacharach insieme, Lyle Lovett in coppia con Al Green, Van Morrison con Sinead O'Connor & i Chieftains, Rod Stewart, i R.E.M., Patti Smith e Lenny Kravitz. Non vi basta? E allora sappiate che una "Sweet Jane" così poco 'sweet' non l'avevamo mai sentita, che Aretha Franklin versione '94 con "Think" non fa rimpiangere la colonna sonora dei Blues Brothers (anno di grazia 1980), che Paula Cole con "I Don't Want To Wait" ci regala un gioiellino acustico, che Van Morrison, i Chieftains e Sinead O'Connor mettono insieme il tricolore irlandese per una splendida versione di "Have I told you lately that I love you?", che i R.E.M. con "Crush with eyeliner" sono sempre i R.E.M., cioè fanno paura e che Patti Smith con "Who do you love" fa la cosa migliore che avrebbe potuto fare. Tratto in definitiva da un programma televisivo, il materiale di questa raccolta finisce per essere un'ottima compilation a tema, per quello che potrebbe essere un target di ascoltatori ben preciso, i 25/40enni innamorati del rock'n'roll e di un po' di sana soul music che, siamo pronti a scommettere, non si lasciano scappare neanche una copia di "Rolling Stone". Per loro, ma anche per chi scrive, questa compilation è al tempo stesso la scaletta di un concerto 'perfetto'. Rock'n'roll, baby!

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