«THE BBC SESSIONS - Led Zeppelin» la recensione di Rockol

Led Zeppelin - THE BBC SESSIONS - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione

La discografia completa disponibile a prezzo speciale, il doppio CD "Remasters" al prezzo di un solo CD, già basterebbero per far passare un buon Natale a quei fans dei Led Zep che non hanno ancora provveduto al temuto passaggio dal vinile al CD. Ma l'uscita di "BBC sessions" è un avvenimento epocale per i numerosissimi (date un'occhiata al numero di siti internet loro dedicati, per farvi un'idea) amanti del "Martello degli Dei". Ma forse ogni innamorato del rock ama i Led Zeppelin. Sugli Stones si può discutere a lungo, su Springsteen ancora di più, ma i quattro del dirigibile sono probabilmente i veri "intoccabili" del rock. Anche negli anni del declino, perfino in "In through the out door", il suono della band rimane inconfondibile e percorso qua e là da vibrazioni uniche, inimitabili. Per questo motivo, è' difficile accostarsi a questo disco senza timore reverenziale. Chi vi scrive, come tanti, è in possesso di diversi bootleg, acquistati per placare la sua fame di Page & Plant e per sentire come i quattro potessero rendere anche dal vivo tanto impatto sonoro (e non si parla solo di rock, ma anche delle ballate o delle atmosfere alla "No quarter"). Tra quei bootleg ce n'è uno chiamato appunto BBC 1971, che somiglia pericolosamente ad un altro con nome diverso... Insomma, molti dei brani oggi pubblicati dalla Atlantic circolavano in forma non ufficiale da parecchio tempo. Per fortuna, per fare un po' di chiarezza tanto agli appassionati più precisi quanto a quelli più distratti, il commento dell'intera operazione nelle note del CD, pezzo per pezzo, è stato affidato dalla casa discografica a un eminente esperto, Luis Rey, instancabile catalogatore e autore di "Led Zeppelin Live", libro in cui mette tutta la sua scienza a disposizione dei collezionisti. Alle sue chiose vi rimandiamo per le particolarità delle singole incisioni. La sostanza del disco invece, è quella di quasi 160 minuti risalenti al 1971, e riguardante pertanto i primi 4 dischi, quelli che molti considerano indispensabili in qualsiasi scaffale di casa. Ognuna delle quattro pietre miliari è ben rappresentata, con una particolare attenzione, andata diminuendo negli anni, per il blues dei primi due dischi. Jimmy Page, che ha curato la scelta dei brani, ha inoltre voluto inserire due volte alcuni pezzi, come "Whole lotta love" e "You shook me", per dimostrare come anche in un lasso di tempo assai limitato, il gruppo fosse in grado di variare notevolmente l'interpretazione "live" dei propri grandi classici. Che dire? Qualcuno parlerà di operazione commerciale: diciamocela chiara, mai come in questo periodo siamo accerchiati da inediti dei Doors, inediti di Hendrix, inediti di chiunque abbia un grande passato dati in pasto al mercato della venerazione. Non temete, il nostro severissimo verdetto tiene conto di tutto ciò. E il nostro severissimo giudizio è: trattasi di disco indispensabile. Forse perfino più dello storico unico (fino a ieri) doppio dal vivo della band, "The song remains the same" (parere personale, s'intende). Non è solo la fotografia di un periodo in cui peraltro i quattro non erano ancora al massimo della coesione, come dimostrano certe parti in cui Bonham si fa trascinare dalla foga, Plant pretende troppo dalla propria gola e Page sembra non riuscire a tener dietro alle proprie dita (il che rivela che non ci sono stati overdubs a mascherare le imperfezioni). E' la testimonianza delle straordinarie capacità live di Page, Plant, Bonham e Jones, al proprio massimo creativo come dimostrano quelle sezioni di "Dazed and Confused" e "Whole lotta love" in cui Page e Plant si spingono vicinissimi al cuore del rock, rivestendo di (sacro?) fuoco "That's alright mama" o "Boogie mama". Ma preziosissima è anche la presenza di brani acustici come "That's the way" e "Going to California", oppure di irrinunciabili classici che erano stati invece sacrificati in "The song remains the same", come "Black dog" e "Immigrant song". D'accordo, la qualità sonora non è quella cui ci ha abituati la moderna tecnologia. Ma siamo qui per parlare di qualità della musica, non di qualità del suono. Un parere dettato dall'amore? Può darsi. Ma l'amore è un sentimento spietato, che non perdona: si sa, le delusioni d'amore sono le peggiori.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.