«SKY BLUE SKY - Wilco» la recensione di Rockol

Wilco - SKY BLUE SKY - la recensione

Recensione del 22 mag 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Si nasce incendiari per finire pompieri? Una lettura superficiale del nuovo disco dei Wilco potrebbe essere questa. “Sky blue sky”, nuovo album di Jeff Tweedy e soci è già in rete da tempo - come vuole la tradizione della band, che accetta, anzi incoraggia l'uso di internet come strumento di promozione della propria musica. Questa volta, però, sta facendo discutere gli accaniti fan della band. Bellissimo, dicono alcuni; no troppo “pulito”, dicono altri.
I Wilco non sono nati incendiari, anzi: Tweedy arriva dagli Uncle Tupelo, una delle band più "neo-tradizionali" degli anni '90. Però i suoi Wilco sono diventati un caso qualche anno fa quando fusero il rock tradizionale con la sperimentazione. Qualcuno disse che erano la risposta americana ai Radiohead, e intanto la Warner rifiutò il loro “Yankee hotel foxtrot”, che venne prima diffuso in rete, poi pubblicato, fino a diventare un disco di culto.
“Sky blue sky” segue il live “Kicking television” di un paio di anni fa, disco in cui la vena sperimentale e le lunghe cavalcate elettriche erano ben presenti, più che sul disco di studio “A ghost is born”(2004): una bella rappresentazione dei torrenziali concerti della band. “Sky blue sky” è forse il disco più “normale” del gruppo da un bel po' di tempo a questa parte. Troppo “pulito”? Forse, ma è un piccolo grande capolavoro: insomma, se dobbiamo scegliere da che parte stare, non è da quella di qualche fan irrequieto, ma da quella dei Wilco. La band consegna il suo disco più completo, più maturo: sentitevi il terzetto iniziale, e capite come Tweedy sia un genio nello scrivere canzoni, e nello smontarle. Forse lo fa un po' meno che in passato, ma la cavalcata elettrica finale di “Impossible Germany” da sola vale il disco, e anzi si candida ad essere una delle canzoni dell'anno.
Quello che viene fuori dalle tracce di questo CD è il suono di una band che riesce ad essere tradizionale senza essere mai banale, che ha una propria identità ben definita, un suono cristallino come nella conclusiva “On and on and on”.
“Sky blue sky” è uno dei migliori dischi di questo 2007, l'ennesima grande prova di una grande band.

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