«SMILE…IT CONFUSES PEOPLE - Sandi Thom» la recensione di Rockol

Sandi Thom - SMILE…IT CONFUSES PEOPLE - la recensione

Recensione del 28 set 2006 a cura di Paola Maraone

La recensione

La favoletta della ragazza “too broke to go on the road”, troppo spiantata per far veri concerti, che piazza una telecamera nella cantina della sua casa londinese, si riprende mentre canta e da lì, complice Myspace.com, conquista 100.000 fan in tutto il mondo ce l’hanno già raccontata. Era la scorsa primavera: Sandi Thom è passata dall’anonimato totale alla fama in un battibaleno, via webcam.
Oggi i detrattori raccontano che in realtà la Sony Bmg – che l’ha messa sotto contratto per un milione di sterline – avesse già da tempo puntato gli occhi sul suo singolo di debutto, “I wish I was a punk rocker (with flowers in my hair)” e che la storia costruita su di lei sia stata, appunto, costruita come una brillante operazione di marketing, né più né meno. Il fatto è che forse questo disco bisognerebbe prenderlo per quello che è: un disco, a tratti molto gradevole, a tratti meno riuscito, e non la pietra miliare che di qui in poi cambierà la storia del rock. Con qualche pezzo che funziona, e bene: il singolo, e poi “What if I’m right”, ma anche la traccia che apre il cd, “When horsepower meant what it said”.
Sono tante le persone a cui nel suo percorso – più o meno dichiaratamente – Sandi Thom si è ispirata: ascoltandola vengono in mente Joni Mitchell, Aretha Franklin, Carole King tra le donne, e pensando a una generazione diversa anche Alanis Morrissette. Tra gli uomini, qualche riferimento a Dylan e forse a Jeff Buckley, ma questi paragoni non suonino eccessivamente lusinghieri: è vero che c’è un po’ di loro in Sandi, ma non troppo. E il suo è un disco che sentito in radio (soprattutto il primo singolo) fa piegare all’insù gli angoli della bocca, ma che ascoltato con attenzione, tutto in fila, quegli angoli li fa ritornare in giù. Nel senso che tutto sommato è l’opera semplice di una ragazza carina, che ha avuto un po’ di coraggio e tanta, tanta fortuna. E che ha messo insieme 10 pezzi tra il folk e il trendy che nel loro complesso non fanno un capolavoro. Dal web alle charts in breve tempo, è vero: l’augurio per Sandi, però, è che con il prossimo lavoro (lo farà, visto che questo è stato in classifica così a lungo) non sia costretta a tornare a suonare in cantina.

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