«LIVE AT TOWN HALL - eels» la recensione di Rockol

eels - LIVE AT TOWN HALL - la recensione

Recensione del 29 mar 2006 a cura di Giuseppe Fabris

La recensione

Probabilmente non è il modo più ortodosso per iniziare una recensione, ma si peccherebbe in verbosità se non si dicesse da subito che “Live at Town Hall” è il più bel disco mai pubblicato dagli Eels e si candida ad essere uno dei titoli forti di questo 2006. Mai come ora Mr. E e soci erano riusciti a trasmettere in modo così netto le mille emozioni che trafiggono le loro canzoni.
Dopo quel mirabile (ma fin troppo lungo) album che è stato “Blinkin lights and other revelations” (vedi, Recensioni) la band californiana è riuscita a trovare la forma d’espressione ideale per la propria musica recuperando i suoni delle chitarre acustiche, del piano e del contrabbasso e completando la quadratura del cerchio con l’accompagnamento di un quartetto d’archi. Il risultato finale, e chi ha assistito al concerto tenuto al conservatorio di Milano se lo ricorda molto bene, ha superato ogni più rosea aspettativa. Mr E canta con la sua voce roca, che pare sempre pronta rompersi nel pianto, molte delle canzoni dell’ultimo disco per poi ripescare dal passato alcuni gioielli come “Bus stop boxer” (da “Souljacker”), “I like birds” (da “Daisies of the galaxy”) e “My beloved monster” e “Novocaine for the soul” dal loro disco d’esordio. Proprio quest’ultimo brano, piazzato al centro dell’album, viene trattato in una nuova versione piena di rabbia e pathos che spunta all’improvviso da una suite d’improvvisazione di archi che paiono presi direttamente da un film dell’orrore.
Mr. E, oltre ad essere uno dei cantautori americani più importanti di questi anni, si dimostra così un eccellente interprete riuscendo a creare il perfetto equilibrio tra canzoni sofferenti e lente a quelle più veloci e fruibili.
“Live at Town Hall” è un disco dove si soffre e si ride, si batte e il tempo col piede e ci si perde in code strumentali stralunate e lunari. E’ un album intenso, profondo, caldo e intimo, ma che a comando diventa rabbioso e teso come solo la voce di questo strampalato personaggio proveniente dalla California sa essere. E allora signori, sedetevi e godetevi il concerto che Mr.E ha ancora un sacco di storie da raccontarvi.

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