«ULTIMATE COLLECTION - Eurythmics» la recensione di Rockol

Eurythmics - ULTIMATE COLLECTION - la recensione

Recensione del 14 dic 2005

La recensione

La nostalgia fa brutti scherzi. Ti porta a rivalutare cose che forse non hanno il valore che le attribuisci sulla base di un ritorno della memoria ai tempi passati.
La musica non fa eccezione: il “revival” ci ha fatto consumare un sacco di gruppi degli anni ’80 come se fossero dei geni, quando al tempo non erano poco più che mediocri.
Ecco l’eccezione alla regola: gli Eurythmics, grandi allora, grandi oggi. Si ripresentano sulle scene con 2 canzoni nuove, inserite in questo best, più le ristampe di tutto il catalogo (con bonus tracks: 44 canzoni, di cui 11 inedite). Qualcosa di nuovo, insomma, e molta musica “vecchia” riproposta. Se poi contate che dei 2 inediti, il singolo “I’ve got a life” cità esplicitamente il suono dei primi anni Ottanta, con quei sintetizzatori… Insomma, il rischio di una (bieca) operazione di revival era legittimo.
Potrà pure esserci, aggiungiamo, ma che importa: ne vale la pena, assolutamente. Non tanto per le due canzoni nuove (entrambe piacevoli: la seconda, “Was it just another love affair?”, è una ballata), ma quanto per riscoprire la qualità della musica prodotta da Annie Lennox e Dave Stewart. Si completano a vicenda, ci hanno raccontato quando li abbiamo incontrati nella recente tappa italiana del loro tour promozionale (vedi news). E’ vero probabilmente dal punto di vista umano, lo è sicuramente dal punto di vista musicale: la splendida voce della Lennox, con la sua duttilità interpretativa, si adatta perfettamente alle scorribande musicali dell’inquieto Stewart. Gli Eurythmics sono così passati dalla post-new wave degli inizi al pop elettronico, al rock del loro periodo migliore (quello di “Be yourself tonight” e soprattutto di “Revenge”: i due dischi di catalogo da cui partire). Si sono un po’ persi verso la fine, incerti sulla direzione da prendere, ma si sono ritrovati egregiamente 6 anni fa con “Peace”, a tutt’oggi il loro ultimo disco di inediti.
Il bello è che, qualunque genere gli Eurythmics frequentino, sono sempre a livelli di eccellenza, e queste canzoni lo dimostrano. Manca un ultimo tassello, in questo panorama: un bel disco acustico, che dimostri la forza delle loro canzoni (come avviene nei brani “Unplugged” sparsi nelle ristampe). Stewart dice che questo sarà il prossimo passo della band, quando i due si ritroveranno (già, quando?). Nel frattempo, ecco un bel po’ di materiale per ingannare l’attesa.
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