«CAUGHT IN THE ACT - Michael Bublé» la recensione di Rockol

Michael Bublé - CAUGHT IN THE ACT - la recensione

Recensione del 13 dic 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ecco un altro bel live celebrativo per la stagione natalizia. In questo periodo va di moda lo swing, da qualche tempo a questa parte; anche questa annata, ecco una bella infornata: Mina che canta le ballad di Sinatra, Rod Stewart con il quarto volume del suo “Great american songbook”. Non poteva mancare Michael Bublé, che in questo campo è imbattibile: è e rimane il più credibile e bravo di questo genere, ed anche il più filologico e neotradizionalista nelle sue interpretazioni.
Con l’ultimo “It’s time” aveva cercato di ampliare un po’ il tiro, cantando ballate come “Home” più moderne, unite alle consuete rivisitazioni . Con questo doppio disco, invece torna da dove era venuto, gli standard, "il più grande regalo fatto dall'America nell'ultimo secolo alla cultura", come dice lui stesso in questo disco.
“Caught in the act” contiene un CD con 8 brani e un DVD, entrambi registrati dal vivo al Wilthern Theater di Los Angeles. Bublé si mostra in grande spolvero, con una bella orchestra alle spalle, e un buon repertorio da interpretare.
A differenza di altri CD/DVD dal vivo pubblicato in questo periodo (vedi i Green Day), “Caught in the act” va consigliato soprattutto per il supporto audiovisivo. Il CD contiene solo 8 brani, tra cui l’annunciato (e, possiamo dirlo?, tutto sommato trascurabile) duetto con Laura Pausini su “You’ll never find another love like mine”.
Solo su DVD, infatti, si apprezzano appieno le capacità di interpretazione e intrattenimento di Bublé; da un lato per il repertorio, molto più ampio, che spazia da classici di Sinatra (“Come fly with me”, “I’ve got you under my skin”) a rivisitazioni swingate di brani pop-rock (Beatles, Queen, Van Morrison, già sperimentate in studio). Dall’altro perché Bublé gioca a fare il crooner e prende sul serio il ruolo, intrattenendo il pubblico, raccontando storie e storielle: una dimensione che, ovviamente, su CD si perde sentendo solo l’audio.
Insomma, se non conoscete Bublé e volete solo sentirlo, “Caught in the act” non è il prodotto da cui partire: sono meglio i CD precedenti. Se invece già lo apprezzate, lo volete vedere (o rivedere, dopo il recente tour italiano), è un’altra storia.

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