«COLLISION COURSE - Linkin Park» la recensione di Rockol

Linkin Park - COLLISION COURSE - la recensione

Recensione del 03 feb 2005 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Il 18 luglio 2004, sul palco del Roxy Theather di Hollywood, si incontrarono due grandi nomi dell’attuale scena musicale americana: i Linkin Park e Jay-Z. Il gruppo capitanato da Chester Bennington e Mike Shinoda è una delle formazioni di punta della scena nu-metal, una band molto apprezzata soprattutto dai teenager; il secondo è un rapper con le mani in pasta in ogni sorta di affare: oltre ad aver venduto milioni di album, Jay-Z è infatti proprietario di una squadra di basket, discografico, ideatore di una personale linea di abbigliamento, nonché fidanzato ufficiale della cantante Beyoncè. Insomma due personaggi perfetti, per una perfetta operazione commerciale, ci manca solo Mtv. E invece no. Tutta l’operazione è infatti patrocinata dall’onnipresente emittente televisiva musicale.
Il concerto ottiene un buon successo e viene così deciso di registrare in studio i brani partoriti durante l’esibizione californiana.
“Collision course” è dunque una sorta di “frullato” tra alcuni brani dei Linkin Park ed alcune canzoni di Jay-Z: i successi del gruppo californiano sono stati mixati con quelli del rapper Shawn Carter (vero nome di Jay-Z), sulla scia di quanto prodotto dalla trasmissione Mtv Mash-Up, realizzando sei episodi inediti. Per i LP sono stati scelti “Lying from you”, “Papercut”, “Faint”, “Numb”, “In the end”, “Points of authority” e “One step closer” (quest’ultime due nello stesso brano); Jay-Z ha invece selezionato “Dirt off your shoulder”, “Big pimpin’”, “Jigga what”, “Encore”, “Izzo” e “99 problems”.
L’operazione sarebbe potuta risultare molto interessante e, perché no, anche innovativa: miscelare i brani di due artisti per creare delle nuove opere è sicuramente una cosa curiosa. Già, avrebbe potuto esserlo, se solo si fossero mixati i pezzi in una maniera più originale ed imprevedibile. Le canzoni risultano invece troppo simili alle originali, troppo riconoscibili. Inoltre, pur essendo due cose differenti, gli stili musicali di Linkin Park e Jay-Z hanno molte cose in comune ed il disco invece che risultare originale e frizzante, risulta monotono e ripetitivo.
Un’altra cosa sarebbe stata miscelare due generi musicali molto diversi: pensare che qualcuno ci aveva provato creando il “Grey album”, miscelando cioè il “Black album” dell’onnipresente Jay- Z, con il “White Album” dei Beatles. Si può discutere sul gradimento o meno del risultato artistico finale, ma è innegabile che il DJ Danger Mouse avesse avuto un’idea molto originale e divertente, stroncata poi dalle case discografiche, ma approvatissima dal popolo della rete.
Insomma, “Collision course” non risulta un lavoro inascoltabile, ma queste operazioni dai grandi risvolti commerciali assumono un senso, che si discosti da quello prettamente affaristico, se riescono ad offrire un prodotto originale, nuovo, diverso. E questo, con buona pace dei fan, non è il caso.

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