«HALCYON DAYS - Bruce Hornsby» la recensione di Rockol

Bruce Hornsby - HALCYON DAYS - la recensione

Recensione del 26 ott 2004 a cura di Paola Maraone

La recensione

La canzone che apre l’album si intitola “Gonna be some changes made”: per l’appunto, il titolo lascia presumere che grandi cambiamenti siano in vista. Bugia: nonostante l’illustre mano di Eric “Slowhand” Clapton, che in questa canzone (e anche in “Candy mountain run”) suona la chitarra, e nonostante il contributo vocale di un’illustre ugola come quella di Sting, “Halcyon days” è un disco gradevole quanto prevedibile. Che procede bene (o almeno benino) per le prime canzoni, e poi perde centro e mordente: sembra fatta apposta la canzone “What the hell happened” (“Cosa diavolo è successo”) messa proprio a metà del disco. “Cosa diavolo è successo” è una domanda che ci piacerebbe molto fare a Hornsby – ma è molto improbabile che questo si verifichi, e così ci limitiamo a fare deduzioni del tutto personali, ribadendo il concetto: “Halcyon days” è un disco piacevole ma non ci racconta niente di nuovo. Era molto meglio il precedente “Big swing face”, carico d’inventiva e di sorprese, e francamente consigliamo di acquistare quello – o, al limite, la raccolta “Greatest radio hits” – e di lasciar perdere questo. Parlando del suo disco Hornsby ha raccontato di aver scritto molte canzoni basandosi sulle sue esperienze di padre, un padre che si prende cura dei suoi figli. Non dubitiamo delle sue qualità di genitore, ma la sensazione è che il passaggio di traduzione dalla vita alla musica da qualche parte abbia fatto cilecca. Le qualità tecniche e il garbo di Hornsby, che resta un professionista ad altissimi livelli, non si discutono; ma il genio dei tempi di “Mandolin wind” dov’è finito? Anche gli ospiti illustri (in “Dreamland”, una sorta di melensa ninnananna postmoderna, c’è persino Elton John) contribuiscono e si occupano benino ciascuno della sua parte. Ma non bastano a fare di “Halcyon days” un lavoro riuscito, lasciando l’ascoltatore con la sgradevole sensazione che questa sia una raccolta di b-side e non un bell’album di inediti. Provate ad ascoltare la noiosissima “Hooray for Tom” e diteci se non siete d’accordo…


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