«GIOIA NERA - Prozac+» la recensione di Rockol

Prozac+ - GIOIA NERA - la recensione

Recensione del 02 ago 2004

La recensione

Recensire gli album dei Prozac+ è difficile. Si rischia di scrivere sempre le stesse cose: lo stile di scrittura di Gian Maria Accusani, ripetitivo ma indubbiamente efficace, la bella voce di Eva, l'eredità pop-punk di gente come i Buzzcocks e così via. Stavolta però le cose sembrano cambiate: "Gioia nera" viene presentato come una parziale sterzata verso un suono più elettronico del solito, figlio di certa new wave dark degli anni 80 più che dei soliti padri punk. Vero, ma si tratta più o meno di una riverniciata che non cambia radicalmente la sostanza del gruppo. Basta ascoltare l'iniziale "Occhi a spillo" per riconoscere subito il gruppo, anche se l'arrangiamento fa pensare più ai Placebo che a un gruppo punk. L'elettronica? C'è, ma serve giusto ad aggiungere qualche sfumatura perché la base fondamentale del suono resta ancorata alla classica combinazione di chitarra, basso e batteria. C'è qualche chitarra acustica in più ("Acustica stonata"), arrangiamenti un po' più elaborati del solito e un gadget carino per i fans in chiusura dell’album (“Fai da te”, parti che possono essere assemblate in proprio da chi compra il CD), ma la sostanza non cambia. Il fatto che i Prozac+ girino tutto sommato intorno ai soliti accordi continua comunque a non essere un problema. Le melodie scritte dal leader continuano ad avere il pregio di farsi ricordare immediatamente, una qualità poco diffusa nella scena rock italiana. Inoltre, Gian Maria è migliorato come cantante e finalmente i suoi pezzi (le due versioni di "Sono un'immondizia" – una ripetizione non indispensabile - e "Più niente") reggono l'alternanza con Eva. Insomma, tutto in regola, una volta fatta l’abitudine ai toni più enfatici del solito. Quello che non quadra molto è la fedeltà del gruppo a temi esistenziali da post-adolescenti. Niente di male, visto che è il mondo in cui si muove da anni un bel pezzo della scena rock, ma gli anni passano e i Prozac+ rischiano di non essere più molto credibili nei panni dei giovani non allineati. Potrebbe essere arrivato il momento di trasformarsi in adulti non allineati…

(Paolo Giovanazzi)
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