«LIVE 2003 - Coldplay» la recensione di Rockol

Coldplay - LIVE 2003 - la recensione

Recensione del 02 dic 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Tira aria di consacrazione per i Coldplay. I due dischi, “Parachutes” e “A rush of blood to the head”, li hanno imposti come la band inglese, tra quelle che hanno debuttato negli ultimi anni, più gettonata in termini di critica e di successo di pubblico. Forse, ad essere pignoli, il secondo disco aveva il difetto di essere, in alcuni momenti, un po’ prevedibile e ripetitivo rispetto alle geniali intuizioni melodiche del primo. Ma poco importa, perché il successo è stato tanto e tale che i Coldplay sono delle star riconosciute ovunque.
Ecco quindi il tassello finale della consacrazione: prima di prendersi un meritato riposo, i Coldplay salutano il pubblico con questo disco live registrato in Australia e che viene venduto in versione video (DVD) e audio nella stessa confezione.
L’operazione non è inedita: Alanis Morissette, per esempio, aveva fatto una cosa analoga cosa con “Feasts on scraps”, unendo supporto audio e video. Questo “Live 2003” ha la – bella - particolarità di proporre nella stessa confezione la versione audio del concerto in DVD, o la versione video del concerto audio, fate voi. Perché è vero che quella dei DVD live sta diventando una moda da cui pochi artisti riescono ad esimersi. Solo negli ultimi tempi abbiamo visto la pubblicazione di DVD dal vivo di Springsteen, degli Stones, dei Pearl Jam e di un’infinità di altri artisti: il nuovo supporto offre attrattive notevoli – sia in termini di spazio che di qualità audiovisiva – e un mercato in espansione, a dispetto delle contrazioni delle vendite dei supporti audio.
Un DVD, però, è più “ingombrante” in termini di fruizione di un CD, perché richiede attenzione totale, visione oltre che ascolto. Banale, ma vero: un DVD live non si può ascoltare tante volte quanto un disco live che ci piace. Di qui l’idea dei Coldplay. La versione audio, per la verità contiene meno tracce del DVD, ma il discorso non cambia. E non cambia neanche il giudizio sui Coldplay. Che in questo live – farcito con pezzi rari o inediti come “One I love”, “See you soon” e “Moses”- confermano quanto di buono sapevamo su di loro dopo l'ascolto dei due dischi di studio. Sono una band che ha saputo scrivere canzoni dalla grande forza emotiva scavando nel solco segnato dai Radiohead, ma con un’attitudine decisamente più “popolare”. E quale migliore occasione di un disco dal vivo per dimostrare questa forza emotiva e popolare?

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