«OCEANO - Lisa» la recensione di Rockol

Lisa - OCEANO - la recensione

Recensione del 04 apr 2003

La recensione

Buona la prima, buona la terza, buona la nona; buona anche la dodicesima. Non siamo su un set cinematografico, non sono i commenti del regista, ma considerazioni a caldo su un disco che merita un po’ di attenzione. Lisa ha volto giovane e voce adulta. Se sbaglia (raro) lo fa da professionista. Sa come si canta, sa come si sta su un palco, sa come ci si muove: sa persino il francese, dopo tre anni passati oltralpe nel tentativo di sedurre il pubblico snob di Parigi e dintorni. Lisa è una tipa seria, non una giuggiolona qualunque. A Sanremo si è presentata con una canzone, “Oceano”, che probabilmente meritava più del sesto posto, perché – primo - ha rime non scontate; secondo, sta in equilibrio su una musica messa un po’ di traverso, con un’armonia che ti accarezza la nuca e ti gira attorno alla testa - tipo Ruggiero ai tempi di “Vacanze romane” - più che colpirti in faccia come certi altri (fastidiosi) pezzi festivalieri.
Poi c’è “Dolce carezza”, su cui ci fermiamo per un solo motivo: dice Lisa che è una canzone piena di luce, che l’ha buttata giù in pochi minuti, vittima (felice di esserlo) di un caso di enlightment - quel processo bizzarro che colpisce a sorpresa certi scrittori (e, più raramente, anche noi giornalisti). Dice, “era come se il testo me lo stesse dettando un angelo. Le parole si sono scritte da sole”, beate loro; chissà se è successa la stessa cosa con “Chi sei” e con il suo ideale controcanto “Non so più chi sei”, che poi sono “la terza e la nona” della prima riga di questa recensione.
A noi piace anche “Fantasma”, che è mossa e obliqua pure lei: in generale, crediamo, Lisa dà il meglio di sé quando fa la frizzantina (tipo Syria. Insomma, più o meno. Forse più). Ci piace quando è leggera, quando non prende il pop come una cosa troppo seria, quando non vuole sembrare più grande della sua età. Ci piace quando racconta i turbamenti dell’amore – che poi sono, , i suoi turbamenti personali – e canta di storie finite e delusioni (“Un nodo al cuore”, “Da dove sei”), e ce la immaginiamo in casa sua, che si morde un labbro, aggrotta la fronte, guarda fuori dalla finestra. Non ci piace quando si atteggia a donna-donna, quando suona molto cresciuta, il che per fortuna non succede troppo spesso. In generale la ringraziamo per il suo contributo e le auguriamo una vita piena di luce – già: proprio come le sue canzoni.


(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. Oceano
02. Dolce carezza
03. Chi sei
05. Adesso
06. Un nodo al cuore
07. Tempo
08. Miracolo
09. Non so più chi sei
10. Sarò come tu vuoi
11. Il mio ideale
12. Fantasma
13. Da dove sei
14. In perfetto silenzio
15. Sabbia nel sole
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