«DIAMONDS ON THE INSIDE - Ben Harper» la recensione di Rockol

Ben Harper - DIAMONDS ON THE INSIDE - la recensione

Recensione del 27 feb 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono artisti che, a pensarci, non fanno nulla di nuovo: rielaborano, al limite rinnovano tradizioni musicali consolidate. Ma alcuni lo fanno in modo tale da sembrare unici, e imperdibili. E’ decisamente il caso di Ben Harper; se volte averne una riprova, ascoltate questo suo monumentale quinto album di studio.
Perché la musica del cantante/chitarrista californiano può passare apparentemente – e banalmente – per una summa della tradizione afroamericana: nelle 14 tracce del disco troverete blues e funk, reggae e jazz, rock alla Hendrix e quant’altro. Ma il tocco e la passione di Harper sono davvero unici.
“Dov’è la novità?”, si chiederà chi conosce Harper, o chi aveva già apprezzato “Welcome to the cruel world” o “The will to live”. “Diamonds on the inside” ne introduce parecchi, di elementi nuovi. Strumentali, innanzitutto: nelle canzoni si può apprezzare un’inedita presenza massiccia delle tastiere, qualche loop elettronico (bellissimo quello che colora la ballata “Amen omen”) o gli archi (“When she believes”). In altre parole, Harper sembra essersi lasciato andare, sperimentando un nuovo suono per le sue canzoni. Avrà contribuito probabilmente la veste di produttore dell’album (Harper ci ha raccontato, nell’intervista che abbiamo da poco pubblicato, che questo ruolo gli ha dato una grande spinta creativa). O forse si tratta soltanto della voglia di non ripetersi. Sta di fatto che “Diamonds on the inside” ha un suono massiccio, complesso e compatto, che rende perfettamente giustizia a brani belli e cantati con passione, e che spaziano da un genere all’altro sembrando incredibilmente omogenei
Insomma, forse la musica di “Diamonds on the inside” non è una novità totale (rispetto alla tradizione e rispetto ai dischi precedenti dello stesso Harper). Ma questo disco è contemporaneamente un punto di arrivo e un punto partenza per un artista dal talento superiore. Se poi considerate che canzoni, come “Amen omen” o “ Blessed to be a whitness” sono tra le più belle mai scritte da Harper, avete un’idea del perché questo disco è consigliatissimo.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.