«A NEW MORNING - Suede» la recensione di Rockol

Suede - A NEW MORNING - la recensione

Recensione del 12 ott 2002

La recensione

Un titolo come "Un nuovo mattino" fa pensare a una rinascita, alla volontà di dare il via a un nuovo corso. Se a ciò aggiungiamo il recente addio definitivo di Brett Anderson alle sue rovinose abitudini tossiche - crack ed eroina, nientemeno - e l'arrivo di un nuovo membro nella formazione (il tastierista Alex Lee), l'impressione che gli Suede vogliano voltare pagina ne esce rafforzata. D'altra parte, qualche cambiamento si rende necessario per risollevare anche le fortune commerciali della band, in ribasso rispetto a qualche anno fa: lo stesso Anderson, durante la recente esibizione al Meltdown Festival, ha ironizzato - esagerando - sul fatto che nessuno ha comprato il precedente "Head music". "A new morning" però non mantiene del tutto le attese. Il suono è effettivamente un po' cambiato: questa volta la band punta su arrangiamenti più sobri rispetto al passato, fa largo uso di suoni acustici e si abbandona all'intimismo nella ghost-track "Oceans". Il punto debole è che gli Suede non hanno a disposizione canzoni particolarmente rilevanti. E' vero anche che, se non ci sono acuti notevoli, non ci sono nemmeno stecche clamorose: il livello medio resta comunque più che dignitoso, non mancano episodi gradevoli come il singolo "Positivity" o "Lonely girls" e ritornelli capaci di fare presa come quello di "Beautiful loser". L'impressione è che questo sia un primo tentativo di costruirsi un'immagine più matura, liberandosi da eccessi glam che possono funzionare in età giovane ma diventano ridicoli quando si è passata da un pezzo la soglia dei trent'anni. I fans più devoti - che non sono pochi, soprattutto in Inghilterra - per il momento si possono accontentare. Ma da un gruppo che un tempo sembrava destinato a lasciare un'impronta ben visibile sul suolo del rock britannico sarebbe lecito aspettarsi qualcosa in più. Altrimenti, gli Suede rischiano di diventare uno dei nomi da archiviare alla voce brit-pop, per giunta in posizione secondaria rispetto a Oasis e Blur, ai quali hanno fatto in qualche modo da apripista.

(Paolo Giovanazzi)
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